Le aste giudiziarie di auto a Torino permettono agli automobilisti piemontesi di coronare il sogno di acquistare “La” macchina che hanno sempre desiderato e di avere a prezzi inferiori anche di due volte rispetto alle offerte del mercato.

In un’asta giudiziaria vengono infatti messi in vendita quei beni che sono stati confiscati dalle forze dell’ordine e messi in vendita per onorare i debiti di persone fisiche o società in bancarotta. Veicoli di ogni tipo, dai mezzi agricoli alle fuoriserie, possono essere aggiudicati a prezzi estremamente vantaggiosi, purché si conoscano bene le modalità per concorrere in un’asta.

Per approfondire le tematiche contenute in questo articolo si consiglia di leggere il seguente testo: Guida pratica alle aste giudiziarie: Acquista casa, auto e altro a metà prezzo

Come partecipare ad un’asta auto

Le aste giudiziarie di auto a Torino hanno luogo nella sezione dedicata del Tribunale Civile (sito in Viale Emanuele II, 130).
Poiché questa pratica deve essere pubblicizzata per legge, la maniera più efficace per tenere d’occhio le aste giudiziarie di auto a Torino è quello di seguire i siti dedicati a questo tipo di attività.

Seguire le aste di auto online

Astagiudiziaria.com ed incantonline.it, per citarne un paio, aggiornano le nuove occasioni a ritmi quotidiani con un volume di auto che può superare il mezzo migliaio di veicoli al mese!

Una volta presa visione della vendita che ci interessa, è necessario recarsi nella Cancelleria del Tribunale e versare una caparra da intestare al Giudice.
L’asta è effettuata con la modalità del ”visto e piaciuto”: i dati indicati dal bando riportano infatti solo gli elementi presenti nella documentazione e non hanno valore di certificazione; se ad esempio la descrizione riportata fosse inesatta a causa di una imprecisione dei dati, il vincitore non potrebbe ritrattare sulla base di ciò.

Aste auto con o senza incanto

Al pari delle altre, le aste giudiziarie di auto a Torino possono essere ”senza incanto” o ”con incanto”.
In quelle “con incanto” il vincitore che rifiuti di concludere l’acquisto perde l’intera somma versata in anticipo; nell’altro caso il rinunciatario conserva i nove decimi della caparra.

Distinzione forse ancora più importante è la facoltà nelle vendite “con incanto” che hanno i perdenti di rilanciare con una proposta che sia superiore ad un quinto di quella vincente. Entro 10 giorni dal termine della trattativa e con il versamento di una doppia caparra.

In questa eventualità il Giudice avvierà una nuova asta tra le parti in causa, inclusi gli esclusi della precedente asta che compensino con un versamento l’acconto originario.

Aste auto confiscate: affari e risparmi incredibili

Sebbene qualcuno potrebbe ridere davanti a una tale premessa, visto il momento storico che stiamo vivendo, vogliamo mettere una interessante pulce nell’orecchio a tutti coloro che credono di possedere il cosiddetto “fiuto” per gli affari unito a cifre relativamente importanti: costoro potrebbero infatti ricavare degli utili interessanti semplicemente partecipando alle aste dove vengono vendute le auto sequestrate.

Nella loro stra-grande maggioranza, infatti, queste auto sono portate alle aste e poi vendute con la loro garanzia ancora in stato di corso e, soprattutto, a prezzi davvero convenienti (solitamente si va da un minimo di 800 euro fino a tetti di partenza pari a 6000, massimo 7000 euro). Tutto ciò, unito a molto altro, fa delle autovetture confiscate l’oggetto di occasioni immancabili e di un affare modestamente semplice.

Dove racarsi

Dobbiamo, innanzitutto, partire dalla Cancelleria Fallimentare di un qualsiasi Tribunale. Il nome, effettivamente, non è incoraggiante: ne diamo atto ai lettori. Ed è chiaro: non sempre e non a tutti capita di acquistare prodotti davvero convincenti. Però, bisogna ricordare che trattandosi di aste, tutti gli interessati dovrebbero (e, lo sottolineiamo, possono) reperire tutte le informazioni utili riguardanti i mezzi messi in vendita.

Capita perciò, agli interessati, di comperare una Punto degli anni ’90 a poche centinaia di euro come capita di ritrovarsi con auto più recenti a prezzi tutto sommato sempre competitivi, benché sull’ordine dei diecimila euro e rotti. In queste aste, l’offerta base per un’auto nuova è, solitamente, pari a diecimila euro circa. Il che significa che si va a salire anche piuttosto rapidamente.

Dettaglio importante auto confiscate

Le autovetture confiscate presentano, talvolta, l’assenza sia del Certificato di Proprietà che del Libretto di Circolazione: succede, in realtà, abbastanza di sovente; ma l’importante è che questo dettaglio venga preventivamente descritto, poiché altrimenti non avremmo modo di accedere al Pubblico Registro Automobilistico al fine di richiederne i “doppioni”.

Provenienza auto confiscate

Una volta confiscate, le auto arrivano alle aste perché, il più delle volte, facevano parte dei corredi di rivenditori falliti, quando non di parchi macchine. Ecco spiegato perché, molto spesso, parliamo di mezzi nuovi o quasi. L’altra fetta della torta, invece, riguarda i veicoli una volta appartenenti a contribuenti incapaci di assolvere ai propri doveri fiscali, pertanto diventati oggetto di sequestri (amministrativi o penali). Nei casi in cui i mezzi abbiano già almeno dieci anni di vita, il prezzo di vendita sarà difficilmente superiore al 30% delle normali tariffe di listino.

Una percentuale che sta aumentando recentemente di unità deriva da macchine sequestrate perchè le autorità di polizia hanno fermato i conducenti in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti. La confisca avviene se il tasso alcolemico registrato supera 1.5 g/l con l’unica eccezione del mezzo che appartiene a persona diversa da quella che ha commesso l’infrazione. Inoltre, chi si rifiuta di sottoporsi all’alcool test, rischia le stesse sanzioni di chi è trovato oltre il famoso limite di 1.5 g/l; quindi anche in questo caso sarà sequestrato il veicolo.

Tuttavia, in passato si sono registrati fenomeni da “escamotage all’italiana” per evitare la confisca: dopo una serata alcolica, i conducenti si scambiavano la propria auto così in caso venissero fermati evitavano comunque il sequestro del veicolo, così come prescritto dalla legge.

Altra circostanza in cui può avvenire la confisca è se le autorità competenti accertano che il mezzo fermato stia circolando con una polizza assicurativa falsa: purtroppo le macchine che circolano con una falsa Rc Auto sono aumentate e anche questo è un grande pericolo per i cittadini onesti, perchè nel caso di un sinistro stradale nessuna compagnia assicurativa potrà mai risarcire il danno a persone e cose.

Un costo troppo alto: lo Stato rottama i veicoli sequestrati

In questo periodo di spending review, i tecnici dello Stato sono impegnati a trovare più risorse possibili da poter destinare ad altre spese o a una riduzione delle tasse. In questo contesto, il Ministero dell’Interno insieme all’Agenzia del Demanio hanno deciso di procedere alla rottamazione straordinaria delle vetture confiscate che sono ancora presenti nei depositi e che hanno un costo esorbitante per lo Stato, quantificato in 200 milioni di euro.

Si tratta di macchine che sono state sequestrate a seguito di gravi violazione del Codice della Strada e purtroppo questi episodi ultimamente sono aumentati di numero, segno di uno stile di guida che non è consono ai regolamenti stradali con conducenti che diventano un reale pericolo per sè ma soprattutto per gli altri guidatori. La rottamazione di questi mezzi inoltre consentirà un minor impatto ambientale derivante da mezzi che giacciono fermi nei depositi senza essere nè utilizzati nè venduti. Una norma che ha un duplice scopo quindi, soprattutto quello di far cassa e di non gettare soldi pubblici in spese inutili.



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