Appena compiuti 18 anni, il primo pensiero di molti ragazzi è proprio quello di ottenere il foglio rosa in modo da poter guidare l’auto, per iniziare ad avere maggiore indipendenza e libertà di movimento. Effettuare l'esame per la patente in motorizzazione permette di ridurre di molto i tempi tecnici.

La patente in Motorizzazione

La Motorizzazione civile risponde a tutte quelle tematiche che chiamano in causa la patente di guida e aiuta a sbrigare le pratiche auto. Nello specifico offre servizi relativi a queste quattro macro aree:

  • Conseguimento cat. A-B, cat. C-D-E, categoria diversa da quella posseduta
  • Duplicato documento: avvenuto per smarrimento, furto, riclassificazione, deterioramento
  • Altro: variazione residenza, rinnovo della patente, rilascio permesso internazionale di guida, ecc
  • CAP (Certificato di Abilitazione Professionale): conseguimento, rinnovo, duplicato

Ovviamente ogni singola macro area conterrà all’interno tutte le informazioni e procedure da seguire. Facendo un esempio sul caso più richiesto, come il conseguimento della categoria B, il potenziale patentato dovrà presentare tutta una serie di documenti come il pagamento di determinati bollettini, foto tessera e certificato medico che attesti l’esistenza dei requisiti psicofisici per la guida di veicoli a motore.

empre per quanto riguarda la stessa tipologia di patente in motorizzazione, il potenziale patentato dovrà sostenere l'esame teorico e l'esame pratico: quello teorico consisterà in un quiz a risposta multipla con al massimo quattro errori mentre in quello pratico si sosterrà una guida con l’esaminatore che darà il proprio parere finale.

Dopo aver ottenuto la patente…

Una volta ottenuto il certificato, il neo patentato dovrà sapere che per i primi anni avrà delle limitazioni che riguarderanno sia il massimo della cilindrata del mezzo da guidare, che il limite della velocità. Queste modifiche sono state dettate dal ministero dei trasporti dall’esigenza di dare una sterzata alle troppe stragi della notte, che spesso colpivano ragazzi giovani appena maggiorenni.

Inoltre per il nuovo codice a punti, le sanzioni dei neo patentati varranno doppio, quindi una semplice sanzione da cinque punti si trasformerà in dieci punti tolti sui venti totali. Non è poco, quindi per i tutti i neo patentati massima attenzione!

La conversione della patente

Cosa si intende per conversione? Come avvengono le pratiche? A chi ci dobbiamo rivolgere?

  • Per i primi tre anni è vietato il superamento del limite di 100 km/h nelle autostrade e di 90 km/h nelle strade extraurbane principali.
  • Per il primo anno dal conseguimento della patente B è vietato condurre autoveicoli, con un rapporto potenza peso superiore a 50Kw/t.
  • Per i primi due anni dal conseguimento della patente A è vietata portare moto sopra i 25 kW e/o 0,16 kW/kg riferita alla tara.

Il codice della conversione è 70: conversione della patente n. ... rilasciata da ... (simbolo UE/ONU in caso di Paese terzo, ad esempio: 70.0123456789.NL).

Da sottolineare il fatto che chi ha un documento rilasciato da uno Stato extracomunitario e nel contempo ottiene la residenza in Italia può fare richiesta di conversione della patente di guida estera in equipollente documento italiano. Condizione necessaria è che sia in corso di validità e sia stata conseguita prima dell'acquisizione della residenza in Italia.

La conversione è invece obbligatoria per i residenti in Italia da oltre un anno che hanno intenzione di portare veicoli in Italia per i quali è prescritto un qualsiasi titolo di guida. La nuova patente dovrà appartenere alla stessa categoria del documento di guida italiano.

Sommati ai normali documenti previsti per la conversione, sarà necessario produrre una Dichiarazione sostitutiva, redatta ai sensi dell'art. 47 del DPR 28.12.2000 n. 445, che riporta i dati della patente estera, dell'acquisizione della residenza in Italia e della dichiarazione del richiedente.

La richiesta di conversione deve essere esibita entro il termine di validità della patente estera. Questi i documenti necessari:

  • Patente estera originale
  • Modello TT 2112
  • Attestazione di versamento: di € 5.16 (ex Lit.10.000) sul c/c 9001; di € 20.66 (ex Lit.40.000) sul c/c 4028
  • 2 foto
  • Certificato medico in bollo

 

Dal 9 febbraio 2011 entrano in vigore nuove norme di limitazione per i neopatentati. Chi infatti prenderà la licenza di guida a partire da questa data, dovrà tenere conto di alcune limitazioni riguardanti la velocità su strada e i veicoli che potrà guidare.

Limitazioni velocità neopatentati

Per quanto riguarda le limitazioni di velocità per i neopatentati, non sarà consentito per i primi tre anni dal conseguimento della patente, superare il limite di velocità di 100 chilometri orari su tutte le autostrade, e di 90 chilometri orari sulle strade extraurbane principali.

Limitazione veicoli neopatentati

Più problematico invece il principio che regola le limitazione relative ai veicoli che potranno guidare.

Infatti secondo l’art. 117 del Codice della Strada, chi consegue una nuova licenza di guida a partire dal 9 febbraio 2011, non potrà per un anno guidare veicoli con potenza pari a un rapporto di 55 kw per tonnellata e 70 kw di potenza massima.

La C per i mezzi pesanti

In ambito professionale la categoria C abilita alla guida dei camion e, più precisamente, a quella tipologia di veicoli da trasporto in conto proprio. Tale differenziazione è d’obbligo perché, infatti, per eseguire trasporti a livello professionale è necessaria, oltre alla patente C, anche il documento noto come CQC (acronimo per carta di Qualificazione Conducente) merci.

Questo significa, banalmente, che appena compiuto il diciottesimo anno di età non è possibile condurre tutti i mezzi pesanti esistenti, a meno che non si consegua immediatamente la CQC: in caso opposto, sarà necessario attendere il compimento dei 21 anni.

Limiti di età

È importante ricordare che, sebbene si possa ottenere già a 18 anni, per conseguirla bisogna già essere in possesso della B. Ha una validità pari a 5 anni fino al momento in cui il titolare della stessa non arriva a compiere i suoi 65 anni.
Raggiunta questa età, sarà sempre rinnovabile ma ogni due anni anziché ogni cinque. La CE, invece, sarà rinnovabile di anno in anno, ma solo fino all’età di 68 anni. Dopodiché, il documento sarà automaticamente declassato.

Veicoli conducibili

Una volta in possesso della patente C è possibile guidare (oltre, ovviamente, ai veicoli che rientrano nella categoria B) quegli autoveicoli adibiti al trasporto di cose (e si sottolinea: solo di cose, non di persone; quindi dobbiamo escludere i bus) che a pieno carico hanno una massa superiore a 3,5 tonnellate, più un rimorchio leggero dal peso massimo di 750 kg: questo se il conducente del mezzo non ha ancora compiuto 21 anni.

Quando, invece, anche questa soglia viene superata, allora la massa complessiva a pieno carico dell’automezzo si alza fino al limite di sette tonnellate e mezzo (7,5 t). inoltre è possibile guidare, a prescindere dall’età, talune macchine operatrici eccezionali. Si sottolinea nuovamente che è possibile condurre autoveicoli aventi masse complessive superiori a quelle stabilite dalla norma solo una volta in possesso dell’abilitazione professionale certificata dalla CQC, che può comunque essere ottenuta dopo avere frequentato un corso ordinario di 280 ore.

Riforma patenti 2013: cosa è cambiato?

Le novità della riforma patenti 2013 interesseranno essenzialmente autotrasportatori, autisti e aspiranti tali, mentre per i possessori di patenti B le cose resteranno in sostanza inalterate. Dal 19 Gennaio 2013 saranno attive le novità previste dalla riforma delle patenti.

Occorrerà aver compiuto il ventunesimo anno d’età per il conseguimento della patente C, mentre per accedere alla categoria D sarà necessario aver compiuto 24 anni.

Nuove tipologie di patenti previsti dalla riforma

Tra le novità del provvedimento:

  • patente D1: per ottenerla sarà necessario aver compiuto 21 anni. Fa riferimento alla guida di autoveicoli di lunghezza massima di otto metri, realizzati per il trasporto di un massimo di 16 persone, oltre al conducente.
  • patente C1: per ottenerla sarà necessario aver compiuto 18 anni. Fa riferimento a mezzi la cui massa massima autorizzata è superiore a 3500 kg, ma non al di sopra dei 7500 kg, realizzati per il trasporto di un massimo di otto passeggeri oltre al conducente
  • patente A2: in luogo della patente di guida della categoria A per accesso graduale, per la guida di motocicli di potenza non superiore a 35 Kw ( attualmente non superiore a 25 Kw) ed un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 Kw/Kg
  • patente AM: in luogo del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori

Le novità della riforma per le patenti moto

La riforma delle patenti prevede che dal 19 gennaio 2013 saranno integralmente applicabili le disposizioni del decreto legislativo 18 Aprile 2011 n.59. Il decreto dispone l’introduzione di nuove categorie di patenti di guida e nuovi limiti d’età per il conseguimento di alcune di esse.

Partiranno una serie di novità anche per le moto: innanzitutto l’accesso diretto alla patente A3 non prima dei 24 anni. Inoltre, si potranno guidare motocicli con potenza massima di 35 Kw, che attualmente con la patente A2 è limitata a 25 kW. In tema di limiti di velocità per i neopatentati, viene esteso anche ai titolari di patente A2 e A il divieto di oltrepassare 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali per i primi tre anni dal conseguimento della patente .

Inasprimento delle sanzioni per i trasgressori, grazie alla nuova riforma patenti

Uniformità con la patente europea e addio al patentino per i motocicli: sono queste le maggiori novità. Prenderà il via l’obbligo per i conducenti di ciclomotori di conseguire una vera e propria patente, la patente AM per i motorini e la A1 per i motocicli fino a 125 cc. Soppressione della patente di categoria E, che verrà sostituita da sottocategorie delle patenti C e D. Infine, un inasprimento delle sanzioni pecuniarie per chi non è in possesso delle abilitazioni professionali.

Corsi recupero patente

Con l'avvento della patente a punti, qualora si commettano determinate infrazioni previste dal codice della strada, oltre alla normale sanzione amministrativa, è prevista la decurtazione di tot punti patente, fino ad esaurimento dei punti.
È possibile frequentare dei corsi per recuperare i punti patente, l'importante è farlo prima che vengano esauriti tutti ipunti a disposizione. L'iscrizione ad un corso di recupero patente a punti segue la consegna di una lettera di comunicazione originale del Dipartimento trasporti terrestri che comunica la perdita di punteggio.

Corsi recupero di tipo A

La prima tipologia di corso di recupero patente a punti è riservata alle seguenti categorie di patente: A1, A, B, B+E.
In totale, grazie a questo corso di recupero, sarà possibile recuperare un totale di 6 punti patente. Il corso di questo tipo ha la durata di 12 ore, da effettuarsi nel giro di due settimane consecutive.
La durata massima di queste lezioni è di 2 ore al giorno, e non è possibile ammettere più di 25 partecipante.
Sono consentite un massimo di 4 ore di assenza, recuperabili all'interno del periodo del corso. Se si effettuano più ore di assenza, il corso sarà da ripetere.

Corsi recupero di tipo B

La seconda tipologia di corso di recupero patente a punti è riservata alle seguenti categorie di patente: C, C+E, D, D+E.
Inoltre questo corso offre anche il conseguimento del certificato di abilitazione professionale del tipo KA e KB.
In totale, grazie a questo corso di recupero, sarà possibile recuperare un totale di 9 punti patente. Il corso di questo tipo ha la durata di 8 ore, da effettuarsi nel giro di quattro settimane consecutive.
La durata massima di queste lezioni è di 2 ore al giorno, e non è possibile ammettere più di 25 partecipante.
Sono consentite un massimo di 6 ore di assenza, recuperabili all'interno del periodo del corso. Se si effettuano più ore di assenza, il corso sarà da ripetere.



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