ADR è l’acronimo che identifica l’Accordo europeo relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada. L’accordo fu firmato a Ginevra il 30 settembre 1947 e ratificato in Italia con la legge n. 1839 del 12 agosto 1962. L’accordo si compone di 17 articoli e un protocollo di intesa con due corposi allegati concernenti la classificazione delle sostanze pericolose in riferimento al trasporto su strada, le norme e le condizioni di imballaggio, le modalità costruttive dei veicoli e delle cisterne e i requisiti per il mezzo di trasporto, compresi i documenti di viaggio. I paesi aderenti sono 45.

Tutte le normative che regolamentano il trasporto di merci pericolose

Fino a pochi anni fa in Italia, come in molti altri Stati, coesisteva un doppio sistema normativo: l’ADR per i trasporti internazionali e le norme interne per quelli nazionali. Dal 1 Gennaio 1997, le norme sono diventate obbligatorie anche per i trasporti interni, successivamente all’entrata in vigore della Direttiva n. 94/55/CEE del 21/11/1994. Vengono riviste ogni due anni ed entrano in vigore negli anni dispari. L’attuale revisione è contenuta nella Direttiva Europea 2012/45/UE che riporta l’aggiornamento 2013 del regolamento internazionale sull’autotrasporto di merci pericolose ed i RID e ADN per i trasporti su rotaia e su fiume.

La direttiva è stata recepita in Italia con decreto ministeriale del 21 gennaio 2013 e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 13 marzo 2013. La nuova normativa ADR per il 2013 è entrata in vigore il 1° Gennaio per tutti i trasporti internazionale di merci pericolose. Dal 16 marzo la disciplina si può adottare in via facoltativa, mentre l’obbligo subentrerà il 1° Luglio 2013.

Altre norme

L’ADR regolamenta il trasporto su terra, le norme elencate di seguito regolano il trasporto per treno, nave e aereo:

  • Accordi RID (Règlement concernant le trasport International ferroviaire des merchandises Dangereuses) per il trasporto su ferrovia. Sono molto simili a quelli ADR;
  • Codice IMDG dell'IMO
  • Accordo ICAO (Organizzazione internazionale dell’aviazione civile) regolamenta il trasporto aereo.

Cosa prevede l’accordo ADR

Tutti i soggetti coinvolti nel trasporto di merci pericolose (mittente o speditore, caricatore, trasportatore, destinatario) devono rispettare determinate norme e hanno doveri specifici da rispettare, tra i quali:

  • Provvedere alla classificazione delle merci (in base a quanto definito)
  • Provvedere alla scelta degli imballaggi o contenitori o cisterne appropriati alle caratteristiche di pericolosità delle merci
  • Fornire al trasportatore i documenti necessari per effettuare il trasporto in sicurezza, come per esempio le “istruzioni scritte” redatte in tutte le lingue delle nazioni in cui le merci transiteranno e nelle lingue parlate dai conducenti con le indicazioni specifiche in caso di incidente stradale.

Allestimento del mezzo di trasporto e personale addetto

Qualsiasi mezzo autorizzato al trasporto di merci pericolose deve essere adeguatamente attrezzato al compito e specificatamente per le classi di materiali destinato ad ospitare con attrezzature evidentemente diverse a seconda del tipo di pericolosità (estintori per le merci infiammabili, aperture di aerazione nel caso di merci allo stato gassoso).

Il trasportatore alla guida di un veicolo carico di merce pericolosa deve essere in possesso di regolare patente e certificato di formazione professionale, che si consegue con un esame dopo un corso specialistico su vari argomenti inerenti il trasporto di merci pericolose. Il certificato ha una validità di 5 anni ed è rinnovabile un anno prima della data di scadenza del medesimo.

Etichette e pannelli di pericolo

Per il trasporto su strada è fondamentale che siano ben visibili dei pannelli e delle etichette di pericolo indicanti la pericolosità della merce trasportata. Si devono collocare sulla parte anteriore e posteriore del mezzo ed eventualmente anche sui lati degli autocarri o dei vagoni ferroviari. I pannelli – di colore arancione e forma rettangolare – misurano 40X30 cm, mentre le etichette romboidali (a losanga) misurano 25X25 o 30X30 cm.

Formulario per il trasporto dei rifiuti

In un momento storico in cui si presta sempre più attenzione alla questione dei prodotti di scarto dei consumi della nostra società, le problematiche legate al trasporto dei rifiuti si fanno sempre più complesse, tanto che ogni viaggio richiede una determinata certificazione. Come previsto dal Decreto Legislativo n°22/97, le aziende che operano nel settore del trasporto dei rifiuti devono essere in possesso di un apposito formulario che identifichi la natura del carico.

Per poter essere adoperato, ogni documento di trasporto necessita di essere numerato e ridimensionato; vedremo, in questa breve guida, dove si ottiene e quando va compilato.

La compilazione del formulario

Il formulario è un documento formale e obbligatorio che traccia il trasporto dei rifiuti nelle varie tappe fino alla destinazione. La vidimazione del certificato spetta alla Camera di Commercio della provincia nella quale è registrata l’azienda. Devono possedere questo atto tutte le imprese che si occupano dello spostamento e loro detenzione, eccezion fatta per:

- carichi giornalieri non superiori ai 30 chili/litri complessivi, purché siano stati prodotti da chi li ha in carico;
- viaggi a carico del soggetto pubblico che ha in gestione il loro trasporto.

Documentazione necessaria

La vidimazione del formulario richiede che l’interessato si rechi presso gli sportelli dedicati della Corte dei Conti; per poter essere espletato, il servizio richiede 5 giorni lavorativi ed è gratuito. Nel presentare la documentazione vanno indicate:

- le generalità della persona fisica che sta sbrigando la pratica;
- i dati dell’ente o dell’azienda per la quale si stanno compilando i dati;

E’ necessario consegnare, oltre al certificato, il modello L2 per la bollatura e la numerazione delle scritture contabili obbligatorie.

Le copie del formulario trasporto rifiuti

Ogni formulario deve essere redatto e firmato in quadrupla copia:

- la prima resta al detentore del prodotto;
- la seconda viene tenuta dal trasportatore;
- la terza va consegnata dal trasportatore al destinatario;
- la quarta viene spedita dal trasportatore al detentore, entro tre mesi dalla spedizione.

Ad eccezione della prima copia le altre tre, a viaggio ultimato, devono essere controfirmate dal detentore del prodotto. Sempre per legge, questi documenti devono essere conservati per 5 anni.

Il modulo del formulario

Il modello vigente di identificazione dei rifiuti è contenuto e definito dal Decreto Ministeriale del 1° aprile 1998 n. 145 «Regolamento recante la definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti ai sensi degli articoli 15, 18, comma 2, lettera e), e comma 4, del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22».

I formulari sono predisposti dalle tipografie autorizzate dal Ministero delle Finanze ed emessi da apposito bollettario a ricalco conforme al modello riportato nel Decreto con le specifiche degli allegati A e B. Nel caso si utilizzi un formato elettronico per la compilazione del formulario, questo deve essere stampato su carta a modulo continuo a ricalco.



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