In Italia 12 città sono dotate di zone a traffico limitato: aree spesso comprendenti centri urbani che impediscono la viabilità in determinati giorni e orari alle vetture non autorizzate. Scopo delle ZTL è contrastare l’inquinamento ambientale che interessa in special modo le grandi città, permettere ai turisti che affollano i centri storici di visitarli in tutta sicurezza e, non meno importante, rimpinguare le casse comunali con i pagamenti dovuti alle infrazioni.

Multare per sanare il bilancio comunale

Anche se multe da ZTL hanno un’incidenza economica così elevata da rappresentare una vera voce nel bilancio comunale, ciò è spesso dovuto ad un volontario lassismo da parte delle amministrazioni nell’indicare con precisione gli orari e le strade chiuse, tanto che spesso ci si trova a dover commettere infrazione senza avere la possibilità di cambiare percorso.

Poiché in caso di infrazione è sempre possibile fare ricorso, è bene determinare quali sono le condizioni che lo permettano.

Quando fare ricorso per le contravvenzioni ZTL

Innanzi tutto una multa di questo tipo ha valore se l’area è stata accuratamente segnalata all’ingresso dei varchi e nel punto precedente alla zona non transitabile per permettere di evitarla: per intenderci un cartello posto alla fine di una strada a senso unico non mette l’automobilista in condizione di aggirare l’area.

Altre cause di nullità sono un verbale non completo della firma di chi l’ha redatto, che non riporti con esattezza il varco violato e l’orario, o che riporti con imprecisione la targa del mezzo; vale inoltre la pena verificare che sia stato rispettato il termine di notifica della multa, decorso il quale essa viene considerata nulla.

Va precisato che, specie quando a registrare le violazioni nelle zone non autorizzate è una macchina che registra solo la targa, il conteggio del termine ha luogo a partire dal momento dell’identificazione del conducente e non dal momento dell’infrazione.

Come presentare ricorso contro sanzioni di questo tipo

Le multe da ZTL, come nel caso di tutte le altre contravvenzioni, possono essere presentate al Giudice di Pace entro 30 giorni o al Prefetto (nel qual caso il termine è raddoppiato a 60 giorni). Se si sceglie il ricorso in Prefettura è opportuno considerare bene le possibilità di successo del ricorso perché, in caso di fallimento, l’importo della contravvenzione sarà raddoppiato.

E’quasi superfluo aggiungere che ogni ricorso presentato oltre i termini non è considerato ammissibile.

Con il termine “limite velocità” s'intende la velocità massima consentita dalla legge per i veicoli circolanti su strade e autostrade. Il limite è fissato dal legislatore di una Regione o dallo Stato. Tale limitazione veniva fissata già nel 1861 in Inghilterra.

Come si definiscono i limiti

Il limite di velocità viene stabilito dal legislatore a seconda di:

  • le caratteristiche della strada,
  • quantità di incidenti verificati in tale area stradale,
  • giudizio amministrativo,
  • design speed della strada,
  • l'85esimo percentile della velocità di crociera.

I casi previsti dalla legge italiana

Riportiamo i casi previsti dalla legge in Italia a seconda del tipo di strada che si percorre:

  • sulle autostrade italiane 130 km/h. Tale soglia scende a 110 km/h qualora l'autostrada sia tortuosa o in caso di precipitazioni e rovesci.
  • sulle strade extraurbane principali è pari a 110 km/h che scendono a 90 km/h in caso di rovesci temporaleschi;
  • sulle strade extraurbane secondarie e strade locali extraurbane è di 90 km/h;
  • sulle strade urbane di scorrimento è di 70 km/h;
  • il limite di velocità è pari a 50 km/h nei centri urbani.

Differenti situazioni durante la guida sono stabiliti per coloro che hanno la patente da meno di 5 anni. Ad esempio i neopatentati di tipo B non devono superare il limite 100 km/h sulle autostrade o di 90 km/h sulle strade extraurbane.

Le sanzioni imposte dalla legge

L’articolo 142 del codice della strada tratta i limiti di velocità previsti dalla legge sui diversi tipi di strade, il comportamento ideale che deve avere il guidatore e le pene previste in caso di trasgressione della legge. Di seguito sono illustrate le pene previste dal suddetto articolo.

  • Fino a 10 Km orari in più rispetto al limite massimo di velocità, la sanzione pecuniaria da pagare è compresa tra 39 e 159 euro.
  • Se si superano i 10 km/h e fino a 40 km/h, la sanzione pecuniaria varia tra i 159 euro e 639 e comporta anche la decurtazione di 3 punti sulla patente.
  • Oltre inceve i 40 Km/h ma sotto i 60 km/h, la multa da pagare varia da 500 a 2000 euro e comporta la decurtazione di 6 punti sulla patente e la possibile applicazione della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.
  • Nel caso in cui si supera il limite di velocità oltre 60 km/h, la sanzione pecuniaria può variare dai 779 ai 3119 euro, comporta la decurtazione di 10 punti sulla patente e l’applicazione della sanzione accessoria della sospensione della patente da sei a dodici mesi.

Nel caso in cui si verifichi un caso di recidiva, il trasgressore subirà la revoca della patente. Le sanzioni a carico dei neopatentati e dei conducenti professionali sono aumentate rispetto a quelle sopra riportate.
E’importante sapere che alcune tipologie di trasgressioni stradali, possono usufruire di una riduzione del 30% se pagate entro cinque giorni dalla data di notifica della multa. Il verbale riporta se la somma pecuniaria dovuta appartiene a una trasgressione per la quale la forma ridotta è concessa.

Chi invece ha intenzione di presentare ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto, chiaramente non deve effettuare il pagamento della somma dovuta. E’bene sapere che la Polizia di Stato dichiara le zone e le strade dove ogni giorno sono posti particolari sistemi di rilevazione della velocità, come gli autovelox, che hanno il solo scopo di limitare la velocità dei veicoli al fine di prevenire gli incidenti stradali, che provocano ogni anno centinaio di morti in tutta Italia. L’articolo 142 del codice della strada stabilisce che le postazioni di rilevazione della velocità devono essere segnalate da insegne luminose e specifici cartelli e devono essere visibili ai guidatori dei veicoli.

Direttiva sugli autovelox

Lo scopo delle postazioni Autovelox è quello di verificare la velocità degli automobilisti. Questo strumento non deve essere usato per fare cassa, ovvero per multare gli automobilisti e far guadagnare al comune di riferimento, bensì deve servire a prevenire gli incidenti stradali.

Il ministro dell'Interno ha infatti recentemente emanato la nuova direttiva sulle modalità di utilizzo degli apparecchi rilevatori di velocità. Pubblicato anche il protocollo operativo per come gestire il rilevamento di velocità. Vediamo dunque la mappa delle postazioni autovelox sul territorio italiano.

Postazioni fisse

Sul sito della Polizia dello Stato troviamo l'elenco delle postazioni fisse in autrostrada e quello delle postazioni fisse sulle strade statali.

I rilevatori Tutor

I primi nuovi rilevatori tutor sono apparsi sulle autostrade italiane alla fine del 2005. Oggi coprono circa 2000 km di autostrade. Il sistema di rilevazione composto da telecamere e sensori che monitorizzano il traffico stradale su un tratto definito dell'autostrada. Di solito il tratto preso in esame dal rilevatore autovelox corrisponde ai 10- 25 km di autostrada.

Il rilevatore è composto da due sezioni (entrata e uscita) che registrano la velocità del veicolo e ne determinano l'andatura media in quel tratto di strada. Se viene registrata una velocità in linea con il limite, i dati del mezzo vengono immediatamente cancellati; se invece il Tutor registra una velocità superiore a quella consentita i dati dell'ora di transito, la targa e il modello del veicolo vengono comunicati allapolizia stradale che procede con la notifica dell'infrazione al trasgressore.

I dati parlano di un fatto significativo: dall'entrata in vigore di questo sistema, si è ridotto del 50% il tasso di mortalità in autostrada nell'ultimo anno.

Dove è installato il Tutor

Il rilevatore si trova nei tratti più trafficati delle principali autostrade italiane, tra cui:

  • A1 tra Roma e Napoli,
  • A1 intorno a Modena,
  • A1 tra Lodi e Fidenza,
  • A14 nella zona di Bologna,
  • A14 tra Cesena e Faenza,
  • A14 tra nella zona di Rimini e Giulianova,
  • A26,
  • A4 intorno a Brescia Ovest,
  • A24 tra Tivoli e L'Aquila,
  • A13 tra Bologna e Padova

Critiche e lamentele sull’uso dell’autovelox

Che l’autovelox sia mal digerito dagli automobilisti italiani è un dato di fatto. Sul web e sui social si sono levate tantissime critiche contro questo strumento che è interpretato da molti solo come arma per riscuotere più soldi da parte del Comune, soprattutto quelli che presentano un deficit di bilancio. Questo apparecchio è sicuramente utile per frenare l’istinto di conducenti a percorrere strade a folle velocità ma è necessaria tuttavia una regolamentazione certa e trasparente.
Da Nord a Sud la voce è unanime, tra chi contesta alcuni limiti di velocità assurdi fino alla notifica delle multe.

Notifica multe, la sentenza del Giudice di Pace

Grande polemica si è alzata a Milano con tante multe che venivano notificate agli automobilisti dopo il termine fissato dei 90 giorni. L’associazione dei consumatori Adiconsum ha respinto con forza questa violazione delle norme (con il chiaro riferimento alla città di Milano) chiedendo una sospensione delle infrazioni. Il Giudice di Pace di Milano, con un’importante sentenza depositata il 20 novembre 2014, numero 13347, ha ribadito che il termine dei 90 giorni parte dalla notifica da parte delle autorità e non dal relativo accertamento. E’ stata così accolta la direttiva del Ministero dell’Interno, che già aveva bocciato la procedura del capoluogo lombardo di notificare le multe oltre il termine prefissato. Nello specifico, il Giudice invita tutte le pubbliche amministrazioni a farsi aiutare dalla tecnologia in modo da non superare i termini previsti.

Il caso di Mondragone

Le polemiche scorrono per tutto lo Stivale e così accade che la Cassazione ha dato ragione agli automobilisti per un autovelox montato dal Comune di Mondragone nel tratto di strada tra Napoli e Caserta, precisamente la Domitiana. Qui molti automobilisti sono stati sanzionati ma hanno contestato i verbali per due ragioni: assenza della segnaletica di riferimento e mancata taratura dei dispositivi. La Cassazione ha deciso che gli apparecchi hanno bisogno di una taratura periodica e hanno chiesto il parere di legittimità alla Corte Costituzionale. Qualora fosse ritenuto fondato il principio di legittimità, migliaia di verbali potranno essere stracciati con gli automobilisti che non dovranno pagare la sanzione conseguente, che si aggira intorno ai 250 euro.

Ricorso per le multe da Autovelox: sai come farlo?

Uno degli incubi dell’automobilista è l’autovelox, un dispositivo che molto spesso, più che indurre l’automobilista a moderare la velocità, viene utilizzato dalle forze dell’ordine per fare cassa, ovvero viene montato in postazioni invisibili per multare i cittadini che guidano a velocità sostenuta.

Di recente il ministro dell’Interno ha emanato una nuova direttiva che regola l’utilizzo degli autovelox mobili e fissi: in questa direttiva è presente anche la modalità di gestione del rilevamento delle velocità tramite questi dispositivi.
Fra le varie notifiche presenti nella direttiva, vi è quella relativa all’obbligo di segnalare preventivamente tramite cartelli o segnali luminosi ben visibili tutte le postazioni di autovelox mobili, così come stabilito anche dal decreto del ministro dei Trasporti del 15 agosto 2007 pubblicato sulla G.U. n.195 del 23 agosto 2007.

Visura verbali per ricorso autovelox

Qualora si voglia effettuare un ricorso contro le multe da autovelox, sarà necessario avere tutta la documentazione adatta. Per questo motivo è possibile richiedere la visura e il rilascio di copie delle fotografie relative a verbali rilevati a mezzo di tale apparecchiatura.
Il proprietario del veicolo incriminato può dunque richiedere la visura verbale; tale operazione può essere effettuata anche dall’obbligato in solido o dal conducente al quale è stato notificato il verbale di contestazione in base alla normativa del Codice della Strada.
Per richiedere la visura basta consegnare una domanda in carta semplice presso il comando dell’ente accertatore, che può essere:

  • Polizia municipale
  • Polizia stradale
  • Carabinieri

La domanda deve contenere i dati del conducente, e bisogna allegare un documento di riconoscimento e la documentazione relativa alla visura richiesta.
La sola visione della fotografia non ha costi, mentre il rilascio di una copia della stessa può avvenire esclusivamente previo versamento di un contributo, che varia a seconda dell’ente accertatore cui ci si rivolge.

Modello per il ricorso delle multe al Prefetto

Il ricorso alle multe ricevute per violazione del Codice della Strada, può essere presentato tramite apposito modello di domanda, sia al Prefetto sia al Giudice di pace. E' importante sapere che nel caso in cui il Prefetto rigetti il ricorso, il trasgressore dovrà pagare una multa pari al doppio della prima. Se il ricorso è inviato al Giudice di Pace e quest'ultimo lo rigetta, la contravvenzione che dovrà pagare il trasgressore non subirà variazioni. In seguito alle ultime disposizioni, chi desidera contestare in questa modalità è tenuto al versamento di un contributo unificato. Se trascorsi i termini concessi, che generalmente sono di sessanta giorni, la multa non viene pagata e non viene presentata contestazione, il trasgressore va incontro a delle pesanti conseguenze.

Nel caso in cui quest'ultimo non impugna la multa, il provvedimento diventa inoppugnabile e matura il diritto all'attuazione delle prestazione e l'obbligo definito nel procedimento stesso. Se la multa è stata notificata è molto semplice stabilire il momento in cui scatta la definitività dell'obbligo di pagare la multa.

Quando e come presentare il modello di ricorso alla multa presso il prefetto

Nel caso in cui la contravvenzione è di basso valore e le possibilità di vincere il ricorso sono minime, è consigliabile pagare la contravvenzione entro i termini. Il modello per contestare le multe al prefetto va presentato quando si basa su vizi evidenti formali e quando le probabilità di vittoria sono alte.

Il documento di contestazione deve essere presentato entro sessanta giorni dalla data di arrivo della contravvenzione, tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno. La richiesta deve essere corredato dalla carta d'identità in corso di validità di chi lo presenta, dai documenti che possono essere utili al fine di vincere il ricorso. Chi presenta una richiesta di questo tipo può anche richiedere un'audizione personale con il Prefetto o con il Giudice di Pace.

Quando il Prefetto riceve la richiesta da parte di un cittadino, deve inviare tutta la documentazione, entro trenta giorni dalla ricezione, all'ufficio preposto o al comando al quale appartiene l'organo accertatore. Il responsabile dell'ufficio o del comando ha il compito di inviare di nuovo al Prefetto gli atti entro sessanta giorni dal deposito.

Il responsabile dell'ufficio o del comando ha il compito di accertare che i motivi per i quali, il trasgressore, presenta il ricorso sono validi e attendibili. L'ordinanza ingiunzione deve obbligatoriamente essere notificata entro 150 giorni dalla sua adozione, mentre il trasgressore deve pagare la multa entro trenta giorni dalla notifica.

Esito del ricorso

La comunicazione dell'esito viene inviata all'indirizzo nel quale risiede il trasgressore, quindi se quest'ultimo ha effettuato un cambio di residenza deve tempestivamente comunicarlo all'ufficio del Prefetto o del Giudice di Pace.



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