Sarà capitato quasi a tutti gli automobilisti di incorrere durante un viaggio, breve o lungo che fosse, in una foratura. Questo è un inconveniente che succede ormai sempre più raramente rispetto al passato, ma che tuttavia può capitare per diversi motivi: usura eccessiva dello pneumatico, il passaggio su una strada disconnessa oppure su cui siano presenti pietre o elementi particolarmente appuntiti o taglienti, come ad esempio dei chiodi

Una gomma forata è una grossa seccatura, sotto ogni punto di vista. A meno che non si è provvisti di assistenza stradale all-inclusive, bisogna affrontare il costo del nuovo pneumatico ed eventualmente, se non si possiede la ruota di scorta, anche il servizio di trasporto verso il più vicino gommista. In ogni caso, anche nell’ipotesi più ottimistica (si ferma l’auto proprio di fronte ad un gommista), dobbiamo fare i conti con la perdita di tempo. Per non parlare poi della sicurezza.

In quest'ultimo caso, si pensi ad esempio a quelle situazioni in cui la foratura avviene su una strada di montagna oppure poco frequentata e magari anche di notte. Per non parlare poi nel caso l'inconveniente avvenisse mentre si guida ad una velocità sostenuta, con conseguenze che potrebbero diventare pericolose per l'incolumità dell'automobilista. 

Tutte circostanze che possono complicare una situazione già di per sé non semplice da affrontare. Considerando che una foratura non è possibile prevederla, almeno si può tentare di ridurne le probabilità in cui essa possa verificarsi. Tante le possibili soluzioni da questo punto di vista, tra cui, come vedremo, anche una che in un futuro prossimo potrà risolvere alla radice il problema del pericolo di forare una gomma

Al momento la soluzione a questi problemi è rappresentata dall’acquisto di gomme certificate (che hanno superato specifici test per pneumatici estivi, invernali e Quattro Stagioni) e controlli periodici sulla pressione e sull’usura del battistrada. Resta tuttavia quel margine legato alla sfortuna, perché anche una gomma nuovissima e a norma può essere soggetta a forature, se gonfiata ad aria..

Michelin Uptis, lo pneumatico senza aria

Presentato come concept al Movin’on Summit, vertice sulla mobilità sostenibile, tenutosi a Montreal in Canada dal 4 al 6 giugno 2019, Uptis (acronimo di Unique Puncture-proof Tire System) è uno pneumatico destinato a rivoluzionare la sicurezza stradale, oltre a contribuire in modo significativo ad un minor inquinamento causato dagli pneumatici in disuso.

Michelin, in collaborazione con General Motors, ha sviluppato una struttura innovativa, che vedrà luce nel processo di produzione a partire dal 2024, che non ha bisogno di aria per sostenersi.

Il segreto è nei materiali che la compongono: resina, fibra di vetro e una miscela di gomme addirittura più performanti durante la guida, grazie alle elevate capacità ammortizzanti. Uno pneumatico anche versatile, in grado di adattarsi con facilità al manto stradale.

In particolare, il materiale composito con cui sono realizzate queste gomme tende a sostenere la massa del veicolo su cui sono montate e tendono a subire ed attutire delle deformazioni prestabilite in caso vi siano delle irregolarità del terreno su cui il mezzo circola. 

Riutilizzabile e affidabile

I 5 anni che separano Uptis dalla commercializzazione sono dovuti alla serie di test che i due colossi del settore automotive dovranno sostenere. L’obiettivo è infatti quello di superare gli ostacoli che fino ad ora avevano impedito ad altri concept di divenire realtà, ovvero l’utilizzo ad alte velocità e su veicoli pesanti. Al momento le prove vengono effettuate sull’elettrica Chevrolet Bolt.

Infatti, questo pneumatico sperimentale inizialmente sarà allestito per le automobili elettriche e poi, successivamente e sempre se i test e l'uso su questi primi veicoli fornisse buoni risultati, si dovrebbero commercializzare per il resto dei mezzi in circolazione sulle strade. Nel frattempo, le verifiche continueranno ad essere effettuate su una flotta di macchine appunto della casa automobilistica americana. 

Il grande vantaggio di Uptis consisterà nella possibilità di un suo riutilizzo diverse volte prima del definitivo scarto, semplicemente sostituendo il battistrada. In questo modo si potrà ridurre drasticamente il numero di pneumatici da smaltire, oltre a risparmiare sul cambio e sulla manutenzione degli pneumatici.

Altro elemento innovativo ed importante è che tale pneumatico potrà essere realizzato attraverso l'uso di stampanti di tipo 3D e ricostruito più volte, fino al momento ad un massimo di sei, rispetto alle sole 2-3 volte in media delle attuali gomme in circolazione. Tutto questo permetterà, naturalmente, una maggiore longevità delle stesse, riducendo in maniera consistente la quantità di pneumatici da realizzare e poi da smaltire, come detto. 

Sicuro, economico, ecologico, Uptis sarà un valore aggiunto per l’ambiente e per il settore automotive.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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