Dopo aver pubblicato un approfondimento sulla 500x Sport, oggi cambiamo tema di riflessione. Presto o tardi arriva per tutti il momento in cui ci si trova a dover acquistare la prima automobile o a dover cambiare quella che già si possiede. Centinaia sono i modelli proposti dalle svariate case automobilistiche dotate di questo o quell’optional e di quel dettaglio che ci convince per un tipo di auto piuttosto che per un altro. Ancor più dubbi desta il dilemma che mette davanti alla scelta tra auto nuova ed auto usata.

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Nel primo caso si potrà fare un giro nelle concessionarie e visionare, e perché no, anche provare qualche modello tra i prescelti ed informarsi sugli incentivi disponibili in caso di rottamazione. Nel secondo caso, invece, è bene consultare una pagina di vendita di auto usate che sia professionale, affidabile e seria, come ad esempio Annuncino.

La rottamazione: conoscerla nei dettagli

Il più delle volte l’automobile che si decide di sostituire subisce la rottamazione e la cancellazione dal PRA. Questa, è una pratica che consiste nella definitiva demolizione del veicolo per smaltire ciò che ne rimane. Avviene presso un centro di raccolta autorizzato ma si può svolgere anche dal concessionario in cui si acquista l’auto nuova, in quanto, è una procedura che permette di beneficiare di sconti ed incentivi sull’acquisto di automobili meno inquinanti

La rottamazione dell’auto vecchia deve avvenire entro 30 giorni dalla consegna del nuovo, a seguire, avviene la presentazione della cessazione della circolazione per demolizione a carico della concessionaria o del centro di raccolta che ha preso l’auto in carico. Naturalmente questa pratica non è gratuita ed i suoi costi variano a seconda che la rottamazione sia senza nuovo acquisto o che si effettui a seguito dell’acquisto di una macchina nuova per beneficiare degli incentivi proposti dalla concessionaria; in quest’ultimo caso, solitamente, la casa automobilistica riduce il costo a zero e incarica il concessionario a ritirare l’auto per farla demolire e rilasciare il certificato di cancellazione dal PRA.

Senza l'acquisto del nuovo

Se, invece, la rottamazione del veicolo non prevede l’acquisto del nuovo, i costi variano in quanto bisognerà sostenere la spesa per la demolizione del mezzo e lo smaltimento dei rottami prodotti che vengono considerati rifiuti speciali. Bisognerà anche pagare l’imposta di bollo e gli emolumenti ACI. Sommariamente il costo totale per una rottamazione varia da 70 a 150€. La procedura da seguire rimane, però, identica in ogni caso e si deve fare attenzione a rivolgersi ad un centro di demolizioni autorizzato, in quanto, questa pratica produce un notevole scarto di rottami che deve essere smaltito secondo le leggi, per via della loro classificazione di rifiuti pericolosi. Eseguire una rottamazione legalmente valida richiede un iter davvero preciso che, oltre alla demolizione del veicolo prevede una cancellazione dai registri PRA per evitare di dover pagare per i successivi anni i bolli auto ma, permette anche, di interrompere la polizza auto dalla data di demolizione fino alla fine della copertura.

Prima di rottamare l’automobile è molto importante verificare se, su questa, esistono dei fermi amministrativi, attraverso una visura online al PRA inserendo la targa del veicolo; in quanto, se le somme iscritte a ruolo non vengono saldate, non si può procedere con la cancellazione dal PRA. Al termine delle operazioni di rottamazione, sia la concessionaria che il privato devono rilasciare un documento che attesta l'avvenuta consegna del veicolo e l'impegno di chi ritira a presentare la domanda di cancellazione e radiazione dal PRA entro 30 giorni. Questo certificato è molto importante perché solleva il proprietario del veicolo da tutte le responsabilità civili, penali e amministrative.

Ecco le novità

Anche per quanto riguarda le auto a metano e GPL non ci sono incentivi governativi ma sono state adottate alcune misure riguardanti le esenzioni fiscali o soggette a politiche regionali sui trasporti, infatti, le auto alimentate a GPL pagheranno il 25% del valore del bollo previsto per le auto a benzina. Ogni regione ha, infatti, i propri incentivi e le proprie agevolazioni e, dato che le disposizioni in materia variano nel corso dell’anno, è sempre consigliabile informarsi sulle ultime novità attraverso i siti della propria regione.

Gli incentivi regionali danno diritto a forme di pagamento specifiche per il bollo auto, che il più delle volte si integrano con i contributi e le agevolazioni concesse dallo Stato. Quest’anno, secondo quanto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è stato stabilito dalla nuova finanziaria che il bollo sia pagato in relazione alla potenza del motore. Saranno, invece, totalmente esenti dal pagamento le auto elettriche e disporranno di uno sconto del 50% le ibride per metà elettriche e per metà a combustione interna.

Già da diversi anni in tutta Europa attraverso delle campagna di sensibilizzazione si cerca di far capire che è bene acquistare un auto elettriche. Questo tipo di auto, infatti, vengono prodotte in numero sempre maggiore; hanno aumentato la loro autonomia fino a 500 km; ed infine è prevista, a partire da quest’anno la realizzazione di 400 stazioni di ricarica ultraveloce in tutta Europa. Con questi incentivi e agevolazioni a disposizione, quindi, bisogna guardarsi intorno e se questo è il momento per cambiare auto, comprandone una meno inquinante, e liberarsi definitivamente del vecchio autoveicolo via alla ricerca dell’auto nuova!

Incentivi per la rottamazione: le novità del 2023

L'anno 2023 ha portato con sé una serie di interessanti novità nel campo degli incentivi per la rottamazione di veicoli. Queste misure non solo mirano a favorire il rinnovamento del parco auto, ma anche a promuovere la sostenibilità ambientale attraverso l'adozione di veicoli più efficienti e a minor impatto ambientale

Incentivi finanziari

Una delle principali novità del 2023 è l'aumento degli sconti e degli incentivi finanziari per l'acquisto di veicoli elettrici nell'ambito dei programmi di rottamazione. Questo rappresenta un passo significativo verso la riduzione delle emissioni di gas serra e dell'inquinamento atmosferico. Gli acquirenti potranno godere di sconti più consistenti sul prezzo di acquisto dei veicoli elettrici, rendendo questa opzione non solo ecologica, ma anche economicamente vantaggiosa.

Infrastrutture di ricarica

Parallelamente agli incentivi finanziari, i governi stanno investendo maggiormente nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Questo è un passo cruciale per eliminare l'ansia da autonomia e rendere i veicoli elettrici più convenienti da utilizzare. Il 2023 vedrà la costruzione di un numero crescente di stazioni di ricarica veloce lungo le strade principali e nei centri urbani, facilitando così l'adozione di veicoli a zero emissioni.

Bonus per la trasformazione in ibrido

Un'altra interessante novità riguarda l'introduzione di bonus speciali per coloro che scelgono di convertire i propri veicoli tradizionali in ibridi. Questo incentivo è progettato per incoraggiare i proprietari di auto a combustione interna a ridurre gradualmente l'impatto ambientale dei loro mezzi, avvicinandosi al mondo della mobilità sostenibile. I bonus copriranno una parte significativa dei costi di conversione, rendendo questa scelta allettante per molti guidatori.

Agevolazioni per l'installazione di tecnologie eco-friendly

Per incentivare ulteriormente la conversione dei veicoli, saranno introdotte agevolazioni per l'installazione di tecnologie eco-friendly. Questo potrebbe includere l'adozione di kit di conversione per il funzionamento a gas naturale o biometano, nonché l'installazione di sistemi di recupero dell'energia in frenata. Queste misure non solo riducono le emissioni, ma possono anche tradursi in risparmi economici a lungo termine per i guidatori.

Incentivi disponibili per acquistare automobili 

Per fornire un certo sostegno al settore automobilistico e, al tempo stesso, favorire anche quei soggetti che vogliono cambiare veicolo, il governo italiano ha rilanciato degli incentivi per l’acquisto di macchine elettriche, ibride e non solo, per quanto riguarda il 2022. Questi vantaggi sono diretti soprattutto a quegli automobilisti che intendono passare a veicoli elettrici o ibridi, magari rottamando quelli più vecchi posseduti ormai da tempo. Ciò permette di rinnovare il parco auto nazionale, riducendo anche l’inquinamento.

Complessivamente, per ciò che concerne le automobili, da metà Maggio fino al 31 Dicembre 2022, per coloro che acquistassero un mezzo Euro 6, è possibile usufruire di incentivi statali di 3.000 Euro, che possono salire anche a 5.000 in caso di contemporanea rottamazione di un veicolo fino a Euro 5. Comunque, sono programmati incentivi specifici in base al livello di emissioni dei nuovi veicoli acquistati. Vediamo adesso quali sono tali benefici e per quale quota di emissioni.

  • Per comprare nuovi mezzi di categoria M1, di classe non inferiore a quella Euro 6 e rientrante nella fascia di emissioni 0-20 g/Km e cioè auto elettriche e ibride plug-in con un prezzo inferiore ai 35.000 Euro (Iva esclusa), è disponibile un contributo di 3.000 Euro. A tale beneficio si possono aggiungere ulteriori 2.000 in caso di rottamazione di un mezzo di classe inferiore a Euro 5, di proprietà dell’acquirente da almeno un anno;
  • Per acquistare, invece, nuovi veicoli di categoria M1 e sempre di classe non inferiore alla Euro 6, ma con emissioni nella fascia 21-60 g/Km e quindi automobili ibride plug-in con un costo fino ai 45.000 Euro (Iva esclusa), è possibile usufruire di uno sconto di 2.000 Euro. A questi poi se ne aggiungono altri 2.000 nell’ipotesi di contestuale rottamazione di un veicolo di classe inferiore alla Euro 5, di cui sia proprietario l’acquirente del nuovo mezzo da almeno un anno;

Per coloro che invece intendessero acquistare automobili nuove, sempre di categoria M1 e di classe non inferiore a Euro 6, ma rientranti nel livello di emissioni 61-135 g/Km, quindi veicoli con motorizzazioni tradizionali (per intenderci, benzina, diesel, a metano, GPL e ibride con vecchia tecnologia), gli incentivi disponibili si limitano a 2.000 Euro e solo in presenza di contestuale rottamazione di un altro veicolo di proprietà e fino a Euro 5.

Come abbiamo visto, i contributi maggiori sono disponibili per auto elettriche e ibride plug-in e, considerando anche eventualmente l’Iva, possono riguardare veicoli con un costo complessivo fino a 42.700 Euro (per mezzi con emissione 0-20 g/Km) e fino a circa 55.000 Euro (per mezzi con emissione 21-60 g/Km). Nel caso specifico di automobili acquistati in leasing, tali veicoli dovranno essere intestati ai beneficiari dei contributi e la proprietà conservata in capo a loro per almeno un anno.

In situazioni particolari e con regole specifiche rientrano determinati soggetti che vogliono usufruire di tali benefici economici, come ad esempio società di car sharing oppure coloro che siano interessati all’acquisto di veicoli commerciali. Comunque sia, questa nuova opportunità, fornita da tali incentivi statali, rappresenta un’occasione unica per poter cambiare veicolo e approdare ad un genere di motorizzazione (in particolare quella ibrida o elettrica) che ormai rappresenta il futuro dell’automobile.

Contributi per le colonnine di ricarica

Il 4 ottobre 2022 è stata pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale, un nuovo decreto del governo riguardante nuovi incentivi per l’acquisto di auto ibride ed elettriche oltre che per l’installazione di wallbox per la ricarica delle ultime validi per l’anno ancora in corso.
Il provvedimento in questione contiene nuovi incentivi: per le famiglie in possesso di un Reddito ISEE fino ad un massimo di 30.000 euro c’è un innalzamento del 50% dei contributi

Adesso, con il contributo aumentato del 50% per chi rientra nella fascia di reddito sopra indicata, lo sconto sale da un minimo di 4.500 euro ad un massimo di 7.500 euro, a patto che l’auto elettrica che si intende acquistare rientri nella fascia di emissioni 0-20 grammi di CO2 per Km ed il prezzo della stessa sia inferiore a 35.000 euro (IVA esclusa).

Per quanto riguarda le auto ibride plug-in, prima del 4 ottobre 2022, l’incentivo era di 2.000 euro senza rottamazione e di 4.000 euro con rottamazione, con il nuovo incentivo il contributo sale rispettivamente a 3.000 euro e a 6.000 euro, a patto che la vettura rientri in emissioni di CO2 comprese tra 21-60 grammi per Km e che il prezzo della stessa non superi i 45.000 euro (IVA esclusa).
Lo stesso decreto, oltre a questi incentivi, contiene un ulteriore bonus per le società che si occupano di noleggio auto

Ma, soprattutto, il provvedimento consiste in un’ulteriore misura: un contributo pari all’80% del prezzo di acquisto ed installazione dei punti di ricarica per auto elettriche sia nelle strutture che negli spazi privati.
L’incentivo è fino ad un massimo di 1.500 euro a persona o di 8.000 euro se si tratta di un intervento condominiale e quindi in uno spazio comune.

Ibrido o elettrico: pro e contro

La tecnologia perfettamente a metà tra ibrido ed elettrico è rappresentata dal PLUG-IN HYBRID, in questo caso la tecnologia coincide con quella FULL-HYBRID ma il pacco batterie è ancora più capiente e permette di raggiungere i 50 km/h in elettrico, ragion per cui occorre effettuare una ricarica esterna, rendendo non sufficiente il sistema di frenata rigenerativa.

In questo caso è infatti presente una presa di ricarica che permette la connessione sia alla spina di tipo domestico con eventuale adattatore dedicato per ridurre i tempi di ricarica che alle colonnine presenti in giro per le città.
Questa tecnologia riduce notevolmente le differenze tra ibrido o elettrico e ha come principale obiettivo quello di permettere di viaggiare totalmente in elettrico nei centri abitati ma di poter usufruire dell’alimentazione mista al di fuori.

Cosa scegliere per i lunghi viaggi

Sicuramente le tecnologie fino ad ora descritte rappresentano delle soluzioni valide per un minor consumo ed un minor inquinamento, tuttavia, come tutti i cambiamenti, vanno valutati e considerati in base alle proprie esigenze e abitudini di utilizzo del veicolo.
In questo caso la scelta tra ibrido o elettrico potrebbe essere guidata dalla necessità di effettuare lunghi viaggi per cui vi consigliamo di optare per un’auto elettrica, a patto che sappiate dove potervi fermare per la ricarica.

Le auto elettriche, infatti, sono meno complesse a livello meccanico e garantiscono prestazioni ottimali attraverso la trasformazione della corrente continua contenuta nel pacco batterie in corrente alternata, tanto che alcuni modelli forniscono un’autonomia superiore anche ai 500 km.
Le tecnologie ibride fino a qui descritte, infatti, non sono adatte ai lunghi viaggi perché troppo dipendenti dai motori endotermici e perché pensate per i percorsi in città, perciò se siete abituati a percorrere brevi distanze, allora l’ibrido può essere un’ottima scelta.

Come abbiamo fino a qui dimostrato, la scelta tra ibrido o elettrico deve essere effettuata in base al luogo in cui si abita, all’utilizzo che si fa del veicolo e anche al tipo di investimento che si desidera affrontare.
Volendo partire forse dal dato che più preoccupa ed interessa i compratori, in termini di prezzo la differenza tra ibrido ed elettrico è consistente e bisogna sempre valutare le eventuali spese future per la manutenzione.

Le auto ibride costano sicuramente più di un’auto a benzina ma non occorre dimenticare la presenza di incentivi come l’EcoBonus e gli sgravi fiscali di cui poter usufruire, le auto elettriche, invece, hanno il prezzo più alto dell’intero settore automobilistico.
In termini di manutenzione, gli interventi sull’unità elettrica di un’auto ibrida aumentano la durata dei tagliandi e fanno lievitare il prezzo, il motore elettrico ha sicuramente meno componenti del termico ma la tecnologia appare innovativa e ancora oggi è difficile effettuare una stima valida sui costi della manutenzione a lungo termine per via del basso numero di auto elettriche.

In termini di inquinamento tra ibrido o elettrico, l’auto ibrida sicuramente meno delle auto esclusivamente a motore termico e per questo si hanno consumi ridotti e la possibilità di circolare in caso di blocchi del traffico; l’auto elettrica una volta costruita non inquina per niente, ma non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte all’utilizzo di fonti non rinnovabili per la sua realizzazione: carbone, litio e cobalto, oltre che la necessità del corretto smaltimento delle batterie.

Un altro dato che va sicuramente a svantaggio dell’elettrica è l’attuale scarsa diffusione delle colonnine di ricarica e dell’assenza di stima del costo.
In conclusione tra ibrido o elettrico, ad oggi, grazie agli incentivi e alle caratteristiche, probabilmente conviene acquistare un’auto ibrida: il giusto compromesso tra progresso e tradizione.

Caratteristiche del veicolo ibrido

La caratteristica principale è quella di far coesistere due propulsori con caratteristiche complementari: il motore a combustione interna ed il motore elettrico.

Il motore a combustione interna delle auto ibride si occupa di trasformare l’energia chimica del combustibile, garantendo un tipo di efficienza accettabile; il motore elettrico, invece, va a garantire maggiore efficienza e versatilità in quanto converte l’energia disponibile a bordo, ma in quantità molto minore.

Inoltre, la presenza del motore elettrico offre anche la possibilità di immagazzinare energia attraverso l’utilizzo di altri dispositivi presenti a bordo.

Dispositivi per immagazzinare energia

Vediamo dunque quali sono nel dettaglio i dispositivi che permettono di immagazzinare energia:.

  • Batterie: poiché possiedono una minore densità energetica rispetto al carburante, le batterie possono essere dimensionate per accumulare energia o scambiarla con il motore elettrico;
  • Supercondensatori: questi dispositivi consentono una maggiore cessione e ricezione di potenza, nonostante abbiano una minore densità energetica;
  • Volani ad azionamento elettrico: questo dispositivo serve a immagazzinare energia cinetica prodotta dal veicolo ibrido nel motore elettrico, anche se si tratta di un processo con problemi di controllo.

Livelli ibridazione auto ibride

Il grado di ibridazione è identificato dalla capacità di immagazzinamento dell’energia elettrica; si distinguono quattro tipi di ibridazione:

  • piena ibridazione: il sistema elettrico è in grado di muovere la vettura a prescindere dall’autonomia delle batterie;
  • ibridazione leggera: il funzionamento elettrico non riesce a seguire un intero ciclo di guida;
  • ibridazione minima: è il normale sistema di propulsione caratterizzato da un decrescente grado di ibridazione.

Già da diversi anni esistono in commercio alcuni modelli di auto ibride adatti al trasporto sostenibile, ovvero offrono la possibilità di circolare per le strade delle città avendo un occhio di riguardo per l'ambiente, grazie alla riduzione delle emissioni inquinanti.
Le tecnologie sviluppate garantiscono la possibilità di guidare veicoli dotati di due modalità di propulsione, elettrica e termica.
Distinguiamo fra diverse tipologie:

  • micro-ibride
  • full-ibride, il più completo, che permette di far viaggiare il veicolo su un ciclo di guida normalizzato, a prescindere dall'autonomia delle batterie
  • ibride plug in
  • mild-ibride
  • range extender

Vediamo attraverso una breve panoramica quali sono i più acclamati modelli attualmente in commercio, in grado di fornire una valida alternativa ai normali modelli inquinanti

Il mercato delle auto usate è sempre più green

Cresce (anche in Italia) il mercato delle auto usate ibride o elettriche.

Anche in Italia il mercato dell’auto usata tende a rinnovarsi, iniziando a spingersi verso tutte quelle tipologie di vetture ibride o completamente elettriche. Dato visibile sia sui portali di compravendita dell’auto usata ma anche sulle strade delle città, dove – sempre più spesso – l’auto “green” si presenta con maggior frequenza rispetto al passato.

L’italiano anche per la propria vettura tende a mirare su scelte di qualità, sia nei confronti del modello che deve risultare con medie/alte prestazioni e elevati standard di spazio e comfort, ma anche sull’impatto ambientale, tema caro er numerosi italiani e – non ultimo – il risparmio economico, che con la crisi è un chiodo fisso.

Il mercato dell’auto “green”, sia in ambito di vettura nuova che usata, cresce anche per il costo sempre più concorrenziale di questi veicoli, che iniziano a diventare scelte alla portata di una maggior fetta di clienti e appassionati. Il costo comunque si mantiene sempre un po’ più alto rispetto a una vettura non ibrida, quindi non ancora alla portata di tutti. Le aspettative sul futuro comunque promettono bene, poiché è in crescita il fattore etico e informativo degli italiani e ciò rappresenta un buon auspicio per l’acquisto delle vetture “green”, sia queste nuove o usate.

Tipologie di alimentazioni alternative

L’alto e in alcuni casi insostenibile costo della benzina, insieme alla necessità di un minor impatto ambientale, ha portato negli ultimi anni alla realizzazione e allo sviluppo di motori alimentati diversamente rispetto alla classica verde. Oltre l’aria compressa, sono così comparse le macchine elettriche o ibride, senza contare l’alimentazione a Gpl o metano. D’altronde, il costo della benzina negli anni scorsi ha sfiorato addirittura i due euro a litro e i cittadini non potevano e non possono più permettersi simili spese, soprattutto se un rifornimento di 20 euro non basta neanche a coprire la settimana. Ecco quindi che gli impianti d’alimentazione a Gpl e metano stanno riscuotendo un grande successo sulle vendite. Sempre più cittadini chiedono questo tipo di alimentazione, bocciando senza mezze misure sia la benzina che il diesel. Il fatto che questi mezzi siano ad impatto ambientale zero lascia capire quanto ormai la tematica sia non più rinviabile per uno sviluppo razionale del pianeta. L’inquinamento atmosferico è una vera e propria minaccia e le grandi città se ne accorgono quando le amministrazioni sono costrette e bloccare la circolazione dei mezzi (ad esempio targhe pari o dispari o il blocco totale delle auto la domenica) per far abbassare i livelli che hanno superato la soglia limite.

Vediamo quindi quali sono gli incentivi auto elettriche disponibili per i cittadini. Una volta effettuato l’acquisto, non resta che scegliere poi anche una assicurazione auto online buona e affidabile, come Verti ad esempio.

I pneumatici sulle auto elettriche e ibride: come saranno?

Gli stessi produttori hanno dichiarato che le gomme per le auto elettriche e ibride sono frutto di un lavoro di progettazione totalmente diverso rispetto a quanto è accaduto fino ad oggi. Il primo aspetto da considerare è il peso delle vetture elettriche, che risulta superiore in confronto alle macchine attuali fino al 20-30%, in quanto devono alloggiare batterie di dimensioni notevoli indispensabili a garantire un’autonomia adeguata al mezzo. Questo significa una distribuzione dei pesi differente e la necessità per i pneumatici di sostenere un peso maggiore. A ciò si aggiunge un altro elemento essenziale: la resistenza al rotolamento, parametro su cui i produttori sono da sempre focalizzati ma che acquisirà ancor più importanza con le vetture elettriche, al fine di incrementare l’autonomia delle ricariche. Una resistenza al rotolamento inferiore, infatti, consentirà al mezzo di percorrere un numero più elevato di chilometri.

Un altro aspetto importante riguarda il fatto che questi pneumatici, sebbene risulteranno al tatto più duri, in realtà garantiranno un trasporto privo di un effettivo inquinamento acustico: le vetture a zero emissioni sono già per di più molto silenziose rispetto a quelle il cui la benzina “scoppia”, a causa del fatto che nessun genere di suono proveniente da motore, quindi pneumatici che agevolano questo “silenzio” non possono far altro che soddisfare le esigenze di riposo del vicinato cittadino. Pneumatici silenziosi e leggiadri risultano addirittura più silenziosi in relazione a tutte quelle auto i cui propulsori sono classici. Il motivo che sta alla base del fatto per cui, per le auto elettriche, si prediligano pneumatici generalmente più rigidi, di conseguenza non deformabili, sta da rintracciare nella resistenza di rotolamento.

Le gomme robuste però servono anche a supportare il peso che un’automobile con una batteria impegnativa richiede e anche perché con una ruota più solida si ottiene un attrito più efficiente e un conseguente risparmio di carburante. Da tenere in considerazione è però anche la tenuta che una gomma ha, sia per motivi legati alla sicurezza stradale e personale, sia perché la forza motrice, le cui prestazioni sono alte, necessita di punti saldi. Il motore elettrico, alla luce di ciò, è stato pensato con una coppia in relazione alla potenza sprigionata, che viene tutta quanta rilasciata per terra fin da subito. Laddove la gomma non garantisse la tenuta che ci si aspetta da qualsiasi veicolo, il mezzo tenderebbe ad un pattinaggio sull’asfalto ogni qualvolta si accelera. Una struttura rigida e robusta associata ad un battistrada capace di deformarsi limitatamente, è un buon connubio per per garantire un buon grip, ovvero una buona aderenza ma, non si deve non tener conto che questo concetto  deve poi essere adattato anche alle coperture per l’inverno e a quelle destinate ai modelli più all’avanguardia. Negli ultimi tempi, le aziende di pneumatici, stanno sempre più sperimentando tecnologie capaci di sfruttare il calore creato dal rotolamento per creare energia e contribuire al caricamento delle batterie, altri invece hanno optato per strutture interne che possono anche fare a meno dell’unico sostegno dato dalla pressione dell’aria. E voi? Da che parte state? Scegliete la parte dell’innovazione ed otterrete numerosi guadagni in termini energetici ed economici, potreste essere i protagonisti di pneumatici   costruiti in modo da modificare la loro struttura in base alle forze a cui sono sottoposte per offrire parallelamente ottime capacità di rotolamento nella marcia rettilinea. Scegliere una macchina elettrica significa cambiare la propria esperienza di vita, ma soprattutto la propria vita alla guida.

Maggior peso e maggior potenza

Oltre al peso superiore, le vetture elettriche sono dotate di maggior potenza, in particolare coppia e accelerazione saranno ben più “energiche” in confronto alle auto attuali e dunque serviranno pneumatici in grado di reggere a sollecitazioni superiori, soprattutto in fase di accelerazione, in particolare in termini di resistenza. Non ci sono limiti agli sviluppi tecnologici sia nell’ambito delle vetture che in quello delle gomme: basti pensare infatti che già dal 2015 esistono prototipi di pneumatici capaci di generare energia - che può alimentare il motore elettrico dell’auto - non solo in movimento ma anche da fermi, sfruttando un particolare materiale termoelettrico che grazie all’energia solare può offrire appunto un surplus di energia per il veicolo, abbattendo ulteriormente i costi. Questo è senz’altro il futuro dei pneumatici per vetture elettriche e ibride, accompagnato da un costante e sofisticato lavoro di ottimizzazione sulla resistenza al rotolamento, un parametro che non sarà più considerato un “optional” come sulle attuali gomme ma diverrà essenziale.

I fondi disponibili per gli incentivi veicoli elettrici 2023 – 2024

Il meccanismo degli incentivi 2024 è lo stesso applicato negli anni precedenti e basato su tre categorie di vetture, cambiano però, i fondi attribuiti alle categorie.

Nel 2023 sono rimasti dei fondi non utilizzati in giacenza, per cui:

  • le automobili elettriche dispongono di un “tesoretto” di 103,5 milioni a cui si aggiungono i 205 milioni erogabili nel 2024 per un totale di 308 milioni di €;

  • i veicoli ibridi plug in dispongono ancora di 200,5 milioni a cui si sommano ulteriori 245 milioni del 2024 per una somma complessiva di 445,5 milioni di €.

Dal 1° gennaio 2024, quindi, saranno disponibili 753,5 milioni di fondi da destinare agli incentivi per l’acquisto di veicoli non inquinanti.

La politica incentivante del Governo

I governi precedenti e l’attuale hanno messo a punto una politica di incentivi e bonus su diversi ambiti, tra cui il sostegno al rinnovo del parco auto a favore di soluzioni meno inquinanti o a impatto 0. Lo Stato ha, così, deciso di stanziare circa 630 milioni di € l’anno e fino al 2030 per l’acquisto di auto e moto nuove ecologiche. Il 2024, considerando il “tesoretto” che si porta dietro, mette a disposizione circa 570 milioni distribuiti in base alle categorie per:

  1. acquisto di auto elettriche di categoria M1 con emissioni inquinanti comprese tra 0 e 20 g/km di CO2: 4500 € di bonus o 7500 mila € in caso di rottamazione di veicolo con categoria inquinante inferiore a Euro 5.

  2. Acquisto di auto ibride plug-in di categoria M1 con emissioni comprese tra 21-60 g/km di CO2: 3000 € di bonus o 6000 € in caso di rottamazione

  3. Acquisto di veicoli mild Hybrid, full hybrid e termiche di categoria M1 con emissioni comprese tra 61 e 135 g/km di CO2: 2000 € di bonus solo con rottamazione.

Il 2023 prevedeva l’extra bonus per coloro che presentavano un ISEE inferiore a 30 mila euro; nel 2024, l’extra-bonus è stato abolito.

Come richiedere l’incentivo

Gli incentivi auto e moto per il 2024 sono disponibili dal 01 gennaio 2024 al 31 dicembre 2024 e per poter usufruire degli incentivi serve solo sottoscrivere un contratto di acquisto di un veicolo non inquinante entro il periodo di incentivazione ovvero dal 1 gennaio al 31 dicembre 2024 e che l’acquirente mantenga la proprietà del veicolo per 12 mesi.

Il contributo è richiesto dal concessionario, pertanto il dealer o concessionario dovrà prenotare una propria quota di incentivi tramite la piattaforma online governativa: ecobonus.mise.gov.it, attraverso la quale applicare lo sconto per il cliente e confermare l’operazione tramite l’immatricolazione del mezzo entro 180 giorni dalla richiesta del bonus. In caso di consegna in ritardo o oltre i limiti concessi dall’ecobonus, il governo concede una proroga per l’immatricolazione fino a 270 giorni.

Perche l'auto elettrica?

I motivi sono diversi:

  • La crisi economica (ricaricare l'auto costa meno che fare il pieno)
  • Gli incentivi statali
  • La maggiore attenzione all'ecosistema

Il futuro di questi veicoli

A partire dal nuovo anno, numerose case produttrici metteranno in commercio nuovi modelli, caratterizzati da grandi dimensioni e prestazioni assolutamente paragonabili ai motori convenzionali.

Fra i nuovi modelli: Nissan Leaf Ev, Volkswagen Golf Blue-e-motion, Renault Fluence EV e Ford Focus Elettrica, con prezzi dai 28mila ai 38 mila euro. L'autonomia supera i 140 chilometri e i tempi di ricarica si aggirano attorno alle 4 ore, rendendone l'acquisto un investimento interessante.

Quanto inquina l’auto elettrica

Esistono ovviamente opinioni contrastanti, ma in realtà l’auto elettrica ha un impatto ambientale assai ridotto rispetto a quelle con motore termico. Certo, nel corso della produzione delle vetture elettriche si produce anidride carbonica, proprio come avviene per qualsiasi altro tipo di automobile, furgone, camion o mezzo di trasporto di qualsiasi genere. Ciò che importa è che le auto elettriche non emettono anidride carbonica in città, ma neppure polveri sottili provenienti dalla combustione di combustibili fossili. Il bilancio degli inquinanti prodotti è quindi del tutto a favore delle auto elettriche, soprattutto nel caso in cui si aderisca a programmi che consentono di ricaricare l’auto ottenendo energia da sole fonti rinnovabili, come avviene con il programma irenGo mobilità elettrica. Solo con l’impegno delle aziende di fornitura sarà possibile ridurre ulteriormente l’impatto ambientale delle vetture elettriche.

Elettrica, ibrida, plug-in: cosa significa

Un’auto elettrica è una vettura che viaggia grazie alla presenza a brodo di un motore elettrico, alimentato da batterie. Ogni modello oggi disponibile ha batterie di diverse dimensioni e capacità, questo varia in modo importante la percorribilità dei mezzi; quando la batteria è scarica è necessario ricaricarla per potersi muovere ancora. Un’auto ibrida è una comune vettura con motore termico, che funziona con la benzina tanto per intenderci, insieme ad esso la vettura possiede anche un motore elettrico, con una piccola batteria. Tale batteria viene ricaricata da alcuni processi della vettura, quindi sia dal motore termico, sia dalle frenate o da altri tipi di attività. Le vetture plug-in sono a tutti gli effetti ibride, che però possiedono una batteria decisamente più capiente, che volendo si può anche ricaricare connettendola alla rete, proprio come avviene con le ormai tradizionali auto elettriche. Sono tre visioni di auto a basso impatto ambientale, con le quali si è cercato di rispondere alle esigenze di diversi tipi di viaggiatore.

Come si ricarica l’auto elettrica

L’auto elettrica, e anche l’ibrida plug-in, si ricaricano con un apposito connettore, che in genere può essere collegato direttamente ad una presa di corrente di casa. Per avere una fornitura più costante e controllata di energia elettrica molte aziende propongono delle apposite stazioni di ricarica, con prese dedicate e possibilità di verificare la quantità di energia elettrica assorbita dall’auto durante la ricarica. Alcune aziende propongono anche degli accumulatori da conservare a casa, che prelevano l’energia dall’impianto fotovoltaico, ad esempio, oppure che si ricaricano quando l’energia elettrica costa meno, secondo il contratto di fornitura disponibile presso la singola abitazione. Sono poi disponibili in molte città delle colonnine per la ricarica, il loro numero è in costante e regolare aumento lungo tutta la penisola.

Auto elettriche: ricordiamo come funzionavano gli incentivi entrati in vigore nel 2020

L’auto elettrica ha oggi un significato che va oltre il gusto personale o le esigenze dei singoli, si tratta di un tema che si trova all’interno della grande questione della sostenibilità ambientale e dell’importanza che possiedono i gesti che ognuno di noi può compiere quotidianamente per inquinare meno.
Tra questi gesti vi è un minore utilizzo della plastica monouso, un minore utilizzo di luce e acqua quando non necessarie e, ovviamente, utilizzare meno l’automobile oppure optare per le nuovissime auto elettriche di cui abbiamo qui discusso.

Negli ultimi due anni, il governo ha ovviamente insistito sull’auto elettrica, prima in maniera poco efficiente inserendo l’ecobonus all’interno della legge di bilancio ma senza dargli la giusta importanza, adesso e soprattutto nel tanto atteso 2020 vedremo coinvolto in maniera diretta il settore automobilistico. Il ministro dello Sviluppo economico ha infatti affermato che riunirà quante più grandi aziende possibili al fine di rendere questo passaggio il più semplice e guidato possibile, senza creare effetti distorsivi sul mercato.

Naturalmente la conversione della filiera produttiva al tecnologico deve essere graduale soprattutto perché bisogna controllare la risposta del pubblico ed essere certi che le nuove automobili abbiano il successo che meritano.
Gli incentivi del 2019 sono stati infatti riconfermati per il 2020, lasciando comunque spazio ad eventuali rivisitazioni tese in ogni caso a stimolare un maggiore acquisto delle auto elettriche.
Per tale ragione vi mostriamo di che incentivi stiamo parlando al fine di potervi permettere di comprendere al meglio quanto affermato fino ad ora e poter decidere che auto acquistare con maggiore consapevolezza.
Le vetture che usufruiranno anche nel 2020 degli incentivi auto sono distinte in due fasce (dipendenti dal valore delle emissioni):

  • Da 0 a 20 g/km di CO2 il bonus oscillerà tra i 6.000 e i 4.000 euro (cambia da caso a caso soprattutto in caso di rottamazione);
  • Da 21 a 70 g/km di CO2 allora il bonus sarà compreso tra i 2.500 e i 1.500 euro (anche in questo caso la variazione si ha per l’eventuale rottamazione);

Accanto a questi incentivi, strettamente correlati alla rottamazione che meriterebbe un discorso a parte, troviamo una ecotassa pensata per scoraggiare l’acquisto di auto inquinanti.
Tuttavia quest’idea non ha fatto altro che scaturire numerose polemiche tanto dai produttori quanto dai consumatori finendo per non riguardare tutte le vetture, ecco che allora bisogna prestare molta attenzione a quello che il mercato ci offre e a quello che conviene economicamente ma non solo!

Produzione: tutte le novità in Italia

In tempi difficili come quelli che si stanno attraversando, il cittadino italiano guarda con sempre più interesse tutto ciò che risulta essere innovativo ed orientato ad un risparmio costante nel tempo.

A tal proposito, la produzione di auto elettriche, proposte da diverse case automobilistiche, sta suscitando una crescente attenzione e attrattiva per quelle che sono le novità in fatto di macchine e scooter ecologici. Sempre più offerte ad “emissioni zero”per promuovere la salvaguardia dell’ambiente e non solo.

Un'eco-mobilità solo per pochi

Nonostante le grandi potenzialità e le notevoli prestazioni constatate dall’utlizzo di auto elettriche, occorrerà attendere ancora del tempo prima di poterne acquistare una ad un costo mediamente accessibile e reso anche possibile da finanziamenti pubblici.

Infatti, nonostante le innumerevoli proposte delle case automobilistiche, la produzione di serie non è stata ancora indotta da nessuna di queste mantendo elevato il costo d’acquisto e lontano dalla portata dalla maggior parte degli automobilisti.

Acquisti favoriti dagli incentivi

La possibilità di comprare i modelli di questo tipo sarà favorita dallo Stato mediante dei finanziamenti, suddivisi in tre anni, che incentiveranno in questo modo la crescita e lo sviluppo della mobilità elettrica. La legge prevede differenti somme di denaro, valide fino al 2015, a seconda dell’emissione di CO2 fino a 120g/km dell’auto.

C’è però da dire che una buona parte dei bonus stanziati sarà destinata alle aziende per l’acquisto di veicoli commerciali, taxi e auto da noleggio.

Un duplice investimento per grandi vantaggi

Ambiente e risparmio sono i fattori essenziali che influenzano e determinano la scelta d’acquisto di un veicolo ecologico. Gli elevati prezzi della benzina e delle assicurazioni hanno portato i cittadini a considerare le auto elettriche come una valida alternativa a tutti quelli che sono i costi di mantenimento di una normale vettura.

E’ possibile avere un risparmio del 30% sui costi assicurativi e del 75% sul bollo; c’è da dire però che per i primi cinque anni si è completamente esenti dal pagarlo ed è addirittura prevista un’esenzione permanente totale in determinate regioni. Ma è l’alimentazione ad incidere sul risparmio: fino o poco più dell’80% che corrisponde a circa un 1,50 euro ogni 100 chilometri.

Molte auto elettriche si possono anche ricaricare per strada mediante una colonnina posizionata in alcune aree di diverse città d’Italia. Senza contare che è possibile circolare gratuitamente anche nelle zone a traffico limitato avendo così un risparmio giornaliero oltre che sulle strisce blu in molte zone italiane.

Fare il pieno di energia conviene

Per le auto ecologiche, ma anche per tutti gli altri mezzi elettrici, sono disponibili delle apposite colonnine elettriche mediante le quali è possibile ricaricare di energia la propria vettura. Queste sono dislocate nelle varie città e possono essere localizzate attraverso un’applicazione che indica quella più vicina al luogo in cui ci si trova. Purtroppo in Italia i punti di rifornimento non sono ancora numerosi, ma il numero delle colonnine dovrebbe aumentare notevolmente nel giro di breve tempo.

Roma: tante colonnine ma poco efficienti

E’ la Capitale che per ora possiede il record di numero di colonnine elettriche sparse per tutta la città. Oltre alle 102 già esistenti, ne sono in arrivo altre 200 che andranno sicuramente a migliorare la situazione attuale. Ricaricare macchine o uno scooter è diventata un’impresa difficile poichè diverse stazioni risultano essere fuori uso o quasi sempre occupate da macchine parcheggiate in divieto di sosta.

Un servizio che risulta essere innovativo ma non ancora sfruttato come si deve da tutti quegli automobilisti che per il momento continuano a preferire la propria abitazione come luogo per ricaricare il proprio mezzo elettrico.

Le auto elettriche Fiat

Anche la FIAT ha proposto delle automobili ecologiche, tra queste al Salone di Londra è stata presentata in estate la nuova 500 elettrica. La nuova 500 elettrica, detta probabilmente e500 è molto simile alla versione benzina o diesel e ha una buona tenuta su strada. Vediamone più nel dettaglio le caratteristiche.

Meccanica

Mantiene lo stesso sistema frenante, di sospensioni e il servo sterzo elettrico della 500 standard, il motore elettrico di trazione è asincronico trifase a 220 Volt.

Batterie

La batteria anteriore pesa circa 100 kg e assicura circa 2000 ricariche. La batteria è ai polimeri di litio ed è composta da 60 celle, la batteria posteriore si trova dove normalmente è posizionato il serbatoio. Anch'essa è una batteria ai polimeri di litio.

Il caricabatterie della nuova 500 elettrica va dai 220 Volt ai 380 Volt e ha bisogno da 2 a 8 ore per il pieno.

  • motore elettrico: asincronico trifase a 220 V
  • Potenza max: 30 Kw (41 CV)
  • Tempi di accellerazione da 0 a 50 km/h: 4,7 secondi per la versione Sport e 7 secondi per la versione Comfort
  • Velocità max: 115 km/h (Sport) e 95 km/h (comfort)
  • Autonomia ricarica: 145 km/8 ore
  • Peso: 1150 kg circa

Mini auto elettriche: scopriamone la comodità e l'innovazione

Le mini auto elettriche sono piccole e maneggevoli, tra le auto elettriche in Italia più diffuse, adatte anche alle città più trafficate, grazie a queste potrete dire addio a parcheggi difficili da trovare, zone a traffico limitato in molte città italiane, Roma compresa.

Le mini auto elettriche sono in genere dotate di due posti e vengono principalmente prodotte in Italia e in Francia.
Con il termine “mini auto” s’intendono tutti i veicoli classificabili come quadricicli leggeri atti al trasporto delle persone e in questo caso il conducente potrà raggiungere una velocità massima di 45 km/h e una potenza di 6 kW, ma anche i quadricicli pesanti che possono invece raggiungere gli 80 km/h e hanno una potenza di 15 kW.

In passato le mini auto potevano essere guidate da chiunque avesse compiuto quattordici anni, ma in poco tempo si è verificato un cambio di rotta e per i quadricicli leggeri (microcar) occorre essere in possesso del patentino AM, per quelli pesanti (minicar) la patente B1 e aver compiuto sedici anni. La stessa esigenza in termini di patente è stata estesa alle mini auto elettriche, esattamente per come avviene per gli scooter elettrici, nonostante penso si pensi il contrario, neanche questi possono essere guidati senza l’apposita patente che varia in base ai kW.

Per quanto riguarda i posti disponibili sulle mini auto elettriche e non questi sono due, ma tutti i soggetti di età inferiore a sedici anni e quindi quelli in possesso di una patente AM e di una microcar, non possono ospitare un’altra persona indipendentemente dalla presenza del sedile e dell’apposita cintura.

Il motore

La principale caratteristica del motore delle mini auto elettriche riguarda sicuramente la silenziosità.
Le auto elettriche in generale sono talmente silenziose da creare, a volte, delle difficoltà in chi utilizza molto l’udito durante la guida o durante una semplice passeggiata in città.

Le mini auto elettriche hanno un motore realizzato secondo la tecnologia common rail, puntando tutto su consumi inferiori che in questo caso sono il principale vantaggio di questo mezzo di trasporto.
Sono diversi gli esempi di mini auto elettriche e tra queste è impossibile non segnalare l’italiana Tazzari, specializzata in EV.

In generale l’attenzione di molteplici case automobilistiche è dirottata verso le mini auto elettriche e non per via della necessità di muoversi in città liberamente e senza vincoli.
Tra le mini auto troviamo infatti quella della Renault con la sua versione in microcar e minicar “Twizy”, ma anche la Seat Minimò e la Citroen Ami, una mini auto guidabile anche dai quattordicenni con la patente AM.

Quanto costano

Il tasto dolente riguardante le mini auto è sicuramente il costo, perfettamente paragonabile a quello delle auto più grandi e tecnologiche, ragion per cui molti faticano a spendere una cifra così ingente sapendo di poter ottenere ben altro.
Il costo eguaglia o supera, in alcuni casi, i quindicimila euro.
Tuttavia, è giusto ricordare la possibilità di usufruire dell’Ecobonus previsto sia per i veicoli ibridi che quelli a emissioni zero sia a due che a quattro ruote.
In questo caso parliamo di un contributo pari al 30% del prezzo d’acquisto, ma fino ad un massimo di tremila euro se siete privi di un veicolo da rottamare, in caso di rottamazione, invece, potete usufruire di un contributo del 40% fino a quattromila euro, ma l’usato da demolire deve essere Euro 0, 1, 2 o 3.
Alcune mini auto elettriche, inoltre, sono omologate come M1 e quindi è possibile accedere ai benefici previsti per le EV fino ad un contributo pari ad ottomila euro in caso di rottamazione o a seimila euro in assenza.

L'acquisto è davvero conveniente?

mini auto elettrica

Data la recente ed esponenziale diffusione di questi nuovi veicoli, complici anche gli incentivi come l’Ecobonus, è lecito chiedersi se sia davvero tutto oro quello che luccica o se sia necessario dare uno sguardo più ampio alla faccenda.

Il primo motivo per cui molti consumatori stanno optando per le mini auto elettriche, oltre che per muoversi comodamente in città, è di tipo ambientale, essere a conoscenza del fatto che le mini auto elettriche sono a zero emissioni ci fa sentire vicini all’ambiente, ma in questo caso forse è necessario riconoscere che l’energia che le mini auto elettriche sfruttano per il movimento è ancora generata da carboni fossili e che l’estrazione di minerali per le batterie, soprattutto il litio, possono essere dannose per il pianeta, senza sottovalutare l’importanza del corretto smaltimento delle stesse.
Inoltre, nonostante la capacità della batteria stia aumentando in pochissimo tempo, la reale autonomia non è ancora particolarmente attraente.

Infine, le batterie delle mini auto elettriche funzionano esattamente come quelle dei nostri Smartphone: sono pensate per deteriorarsi lentamente ma costantemente, quindi anche se vi è un risparmio in termini di carburante non è difficile dover incorrere al cambio della batteria nel giro di 5 anni e quindi spendere cifre importanti (anche migliaia di euro).
Non vogliamo ovviamente sfiduciare il vostro acquisto, sicuramente importante per l’andamento ambientale, ma conoscere gli eventuali svantaggi è il primo passo verso la consapevolezza.

FAQ

Quando iniziano gli incentivi auto 2024?

A partire dal 1° gennaio 2024 sono stanziati 735,5 milioni di euro in fondi da destinare agli incentivi per l’acquisto di auto non inquinanti per i successivi 11 mesi.

Quale automobile conviene acquistare con gli incentivi?

Le auto più interessanti per usufruire degli eco-incentivi sono soprattutto le city car, tra cui la Smart For Two, la Fia Panda, Lancia Ypsilon, Mazda 2, Jeep Compass, Renault Twingo Electric.

Ci saranno i nuovi incentivi nel 2024?

Sì, il DPCM del 6 aprile 2022 che ha approvato lo stanziamento dell’eco-bonus ha durata triennale e quindi per il 2024, gli incentivi sono prorogati.

Che fine faranno le auto a benzina nel 2035?

L’Unione Europea ha stabilito che entro il 2035 non si potranno più vendere nuove auto con motori diesel e a benzina a combustione interna. Ciò significa che i veicoli di quella categoria non potranno più circolare.

Autore: Enrico Mainero

Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog Redazione di ElaMedia.