Ogni anno, gli incentivi per acquistare automobili non mancano, anche per quanto riguarda veicoli ibridi o elettrici. Ma in cosa consiste tutto questo e come è possibile usufruirne? Cerchiamo adesso di approfondire l’argomento per coloro che fossero interessati.

Ad oggi qualsiasi casa automobilistica possiede all’interno della sua gamma diversi modelli con alimentazioni di diverso tipo, soluzioni a motore ibrido o elettrico pensate per contenere le emissioni inquinanti e preservare la qualità dell’aria delle grandi città, a volte irrespirabile.
Le tecnologie maggiormente gettonate si dividono in ibrido o elettrico ma la prima presenta tre versioni diverse, tutte con caratteristiche distintive, più o meno adatte al futuro.

La porta d’accesso all’elettrificazione è sicuramente la versione MILD-HYBRID che è caratterizzata da un’ibridazione “leggera” dove, accanto all’unità benzina o diesel si trova un piccolo motore elettrico che ha un ruolo nelle ripartenze e durante il mantenimento di una velocità costante.
Durante le frenate e le decelerazioni il pacco di batterie a ioni litio immagazzina energia, con un risparmio del 10% rispetto ad una motorizzazione classica.

Ma il vero punto di incontro tra ibrido o elettrico è rappresentato dalla tecnologia FULL-HYBRID, evoluzione della precedente, il motore elettrico combinato con l’endotermico a benzina ha una potenza maggiore oltre che una capienza considerevole.
Anche in questo caso il sistema di frenata permette la ricarica delle batterie, tanto che il rallentamento della vettura può essere guidato e realizzato automaticamente, lasciando al guidatore il solo compito di accelerare.

La soluzione sta nel mezzo

La tecnologia perfettamente a metà tra ibrido ed elettrico è rappresentata dal PLUG-IN HYBRID, in questo caso la tecnologia coincide con quella FULL-HYBRID ma il pacco batterie è ancora più capiente e permette di raggiungere i 50 km/h in elettrico, ragion per cui occorre effettuare una ricarica esterna, rendendo non sufficiente il sistema di frenata rigenerativa.

In questo caso è infatti presente una presa di ricarica che permette la connessione sia alla spina di tipo domestico con eventuale adattatore dedicato per ridurre i tempi di ricarica che alle colonnine presenti in giro per le città.
Questa tecnologia riduce notevolmente le differenze tra ibrido o elettrico e ha come principale obiettivo quello di permettere di viaggiare totalmente in elettrico nei centri abitati ma di poter usufruire dell’alimentazione mista al di fuori.

Cosa scegliere per i lunghi viaggi

Sicuramente le tecnologie fino ad ora descritte rappresentano delle soluzioni valide per un minor consumo ed un minor inquinamento, tuttavia, come tutti i cambiamenti, vanno valutati e considerati in base alle proprie esigenze e abitudini di utilizzo del veicolo.
In questo caso la scelta tra ibrido o elettrico potrebbe essere guidata dalla necessità di effettuare lunghi viaggi per cui vi consigliamo di optare per un’auto elettrica, a patto che sappiate dove potervi fermare per la ricarica.

Le auto elettriche, infatti, sono meno complesse a livello meccanico e garantiscono prestazioni ottimali attraverso la trasformazione della corrente continua contenuta nel pacco batterie in corrente alternata, tanto che alcuni modelli forniscono un’autonomia superiore anche ai 500 km.
Le tecnologie ibride fino a qui descritte, infatti, non sono adatte ai lunghi viaggi perché troppo dipendenti dai motori endotermici e perché pensate per i percorsi in città, perciò se siete abituati a percorrere brevi distanze, allora l’ibrido può essere un’ottima scelta.

Ibrido o elettrico: pro e contro

Come abbiamo fino a qui dimostrato, la scelta tra ibrido o elettrico deve essere effettuata in base al luogo in cui si abita, all’utilizzo che si fa del veicolo e anche al tipo di investimento che si desidera affrontare.
Volendo partire forse dal dato che più preoccupa ed interessa i compratori, in termini di prezzo la differenza tra ibrido ed elettrico è consistente e bisogna sempre valutare le eventuali spese future per la manutenzione.

Le auto ibride costano sicuramente più di un’auto a benzina ma non occorre dimenticare la presenza di incentivi come l’EcoBonus e gli sgravi fiscali di cui poter usufruire, le auto elettriche, invece, hanno il prezzo più alto dell’intero settore automobilistico.
In termini di manutenzione, gli interventi sull’unità elettrica di un’auto ibrida aumentano la durata dei tagliandi e fanno lievitare il prezzo, il motore elettrico ha sicuramente meno componenti del termico ma la tecnologia appare innovativa e ancora oggi è difficile effettuare una stima valida sui costi della manutenzione a lungo termine per via del basso numero di auto elettriche.

In termini di inquinamento tra ibrido o elettrico, l’auto ibrida sicuramente meno delle auto esclusivamente a motore termico e per questo si hanno consumi ridotti e la possibilità di circolare in caso di blocchi del traffico; l’auto elettrica una volta costruita non inquina per niente, ma non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte all’utilizzo di fonti non rinnovabili per la sua realizzazione: carbone, litio e cobalto, oltre che la necessità del corretto smaltimento delle batterie.

Un altro dato che va sicuramente a svantaggio dell’elettrica è l’attuale scarsa diffusione delle colonnine di ricarica e dell’assenza di stima del costo.
In conclusione tra ibrido o elettrico, ad oggi, grazie agli incentivi e alle caratteristiche, probabilmente conviene acquistare un’auto ibrida: il giusto compromesso tra progresso e tradizione.

Caratteristiche veicolo ibrido

La caratteristica principale è quella di far coesistere due propulsori con caratteristiche complementari: il motore a combustione interna ed il motore elettrico.

Il motore a combustione interna delle auto ibride si occupa di trasformare l’energia chimica del combustibile, garantendo un tipo di efficienza accettabile; il motore elettrico, invece, va a garantire maggiore efficienza e versatilità in quanto converte l’energia disponibile a bordo, ma in quantità molto minore.

Inoltre, la presenza del motore elettrico offre anche la possibilità di immagazzinare energia attraverso l’utilizzo di altri dispositivi presenti a bordo.

Dispositivi per immagazzinare energia

Vediamo dunque quali sono nel dettaglio i dispositivi che permettono di immagazzinare energia:.

  • Batterie: poiché possiedono una minore densità energetica rispetto al carburante, le batterie possono essere dimensionate per accumulare energia o scambiarla con il motore elettrico;
  • Supercondensatori: questi dispositivi consentono una maggiore cessione e ricezione di potenza, nonostante abbiano una minore densità energetica;
  • Volani ad azionamento elettrico: questo dispositivo serve a immagazzinare energia cinetica prodotta dal veicolo ibrido nel motore elettrico, anche se si tratta di un processo con problemi di controllo.

Livelli ibridazione auto ibride

Il grado di ibridazione è identificato dalla capacità di immagazzinamento dell’energia elettrica; si distinguono quattro tipi di ibridazione:

  • piena ibridazione: il sistema elettrico è in grado di muovere la vettura a prescindere dall’autonomia delle batterie;
  • ibridazione leggera: il funzionamento elettrico non riesce a seguire un intero ciclo di guida;
  • ibridazione minima: è il normale sistema di propulsione caratterizzato da un decrescente grado di ibridazione.

Già da diversi anni esistono in commercio alcuni modelli di auto ibride adatti al trasporto sostenibile, ovvero offrono la possibilità di circolare per le strade delle città avendo un occhio di riguardo per l'ambiente, grazie alla riduzione delle emissioni inquinanti.
Le tecnologie sviluppate garantiscono la possibilità di guidare veicoli dotati di due modalità di propulsione, elettrica e termica.
Distinguiamo fra diverse tipologie:

  • micro-ibride
  • full-ibride, il più completo, che permette di far viaggiare il veicolo su un ciclo di guida normalizzato, a prescindere dall'autonomia delle batterie
  • ibride plug in
  • mild-ibride
  • range extender

Vediamo attraverso una breve panoramica quali sono i più acclamati modelli attualmente in commercio, in grado di fornire una valida alternativa ai normali modelli inquinanti

Il mercato delle auto usate è sempre più green

Cresce (anche in Italia) il mercato delle auto usate ibride o elettriche.

Anche in Italia il mercato dell’auto usata tende a rinnovarsi, iniziando a spingersi verso tutte quelle tipologie di vetture ibride o completamente elettriche. Dato visibile sia sui portali di compravendita dell’auto usata ma anche sulle strade delle città, dove – sempre più spesso – l’auto “green” si presenta con maggior frequenza rispetto al passato.

L’italiano anche per la propria vettura tende a mirare su scelte di qualità, sia nei confronti del modello che deve risultare con medie/alte prestazioni e elevati standard di spazio e comfort, ma anche sull’impatto ambientale, tema caro er numerosi italiani e – non ultimo – il risparmio economico, che con la crisi è un chiodo fisso.

Il mercato dell’auto “green”, sia in ambito di vettura nuova che usata, cresce anche per il costo sempre più concorrenziale di questi veicoli, che iniziano a diventare scelte alla portata di una maggior fetta di clienti e appassionati. Il costo comunque si mantiene sempre un po’ più alto rispetto a una vettura non ibrida, quindi non ancora alla portata di tutti. Le aspettative sul futuro comunque promettono bene, poiché è in crescita il fattore etico e informativo degli italiani e ciò rappresenta un buon auspicio per l’acquisto delle vetture “green”, sia queste nuove o usate.

Tipologie di alimentazioni alternative

L’alto e in alcuni casi insostenibile costo della benzina, insieme alla necessità di un minor impatto ambientale, ha portato negli ultimi anni alla realizzazione e allo sviluppo di motori alimentati diversamente rispetto alla classica verde. Oltre l’aria compressa, sono così comparse le macchine elettriche o ibride, senza contare l’alimentazione a Gpl o metano. D’altronde, il costo della benzina negli anni scorsi ha sfiorato addirittura i due euro a litro e i cittadini non potevano e non possono più permettersi simili spese, soprattutto se un rifornimento di 20 euro non basta neanche a coprire la settimana. Ecco quindi che gli impianti d’alimentazione a Gpl e metano stanno riscuotendo un grande successo sulle vendite. Sempre più cittadini chiedono questo tipo di alimentazione, bocciando senza mezze misure sia la benzina che il diesel. Il fatto che questi mezzi siano ad impatto ambientale zero lascia capire quanto ormai la tematica sia non più rinviabile per uno sviluppo razionale del pianeta. L’inquinamento atmosferico è una vera e propria minaccia e le grandi città se ne accorgono quando le amministrazioni sono costrette e bloccare la circolazione dei mezzi (ad esempio targhe pari o dispari o il blocco totale delle auto la domenica) per far abbassare i livelli che hanno superato la soglia limite.

Vediamo quindi quali sono gli incentivi auto elettriche disponibili per i cittadini. Una volta effettuato l’acquisto, non resta che scegliere poi anche una assicurazione auto online buona e affidabile, come Verti ad esempio.

Incentivi disponibili per acquistare automobili 

Per fornire un certo sostegno al settore automobilistico e, al tempo stesso, favorire anche quei soggetti che vogliono cambiare veicolo, il governo italiano ha rilanciato degli incentivi per l’acquisto di macchine elettriche, ibride e non solo, per quanto riguarda il 2022. Questi vantaggi sono diretti soprattutto a quegli automobilisti che intendono passare a veicoli elettrici o ibridi, magari rottamando quelli più vecchi posseduti ormai da tempo. Ciò permette di rinnovare il parco auto nazionale, riducendo anche l’inquinamento.

Complessivamente, per ciò che concerne le automobili, da metà Maggio fino al 31 Dicembre 2022, per coloro che acquistassero un mezzo Euro 6, è possibile usufruire di incentivi statali di 3.000 Euro, che possono salire anche a 5.000 in caso di contemporanea rottamazione di un veicolo fino a Euro 5. Comunque, sono programmati incentivi specifici in base al livello di emissioni dei nuovi veicoli acquistati. Vediamo adesso quali sono tali benefici e per quale quota di emissioni.

  • Per comprare nuovi mezzi di categoria M1, di classe non inferiore a quella Euro 6 e rientrante nella fascia di emissioni 0-20 g/Km e cioè auto elettriche e ibride plug-in con un prezzo inferiore ai 35.000 Euro (Iva esclusa), è disponibile un contributo di 3.000 Euro. A tale beneficio si possono aggiungere ulteriori 2.000 in caso di rottamazione di un mezzo di classe inferiore a Euro 5, di proprietà dell’acquirente da almeno un anno;
  • Per acquistare, invece, nuovi veicoli di categoria M1 e sempre di classe non inferiore alla Euro 6, ma con emissioni nella fascia 21-60 g/Km e quindi automobili ibride plug-in con un costo fino ai 45.000 Euro (Iva esclusa), è possibile usufruire di uno sconto di 2.000 Euro. A questi poi se ne aggiungono altri 2.000 nell’ipotesi di contestuale rottamazione di un veicolo di classe inferiore alla Euro 5, di cui sia proprietario l’acquirente del nuovo mezzo da almeno un anno;

Per coloro che invece intendessero acquistare automobili nuove, sempre di categoria M1 e di classe non inferiore a Euro 6, ma rientranti nel livello di emissioni 61-135 g/Km, quindi veicoli con motorizzazioni tradizionali (per intenderci, benzina, diesel, a metano, GPL e ibride con vecchia tecnologia), gli incentivi disponibili si limitano a 2.000 Euro e solo in presenza di contestuale rottamazione di un altro veicolo di proprietà e fino a Euro 5.

Come abbiamo visto, i contributi maggiori sono disponibili per auto elettriche e ibride plug-in e, considerando anche eventualmente l’Iva, possono riguardare veicoli con un costo complessivo fino a 42.700 Euro (per mezzi con emissione 0-20 g/Km) e fino a circa 55.000 Euro (per mezzi con emissione 21-60 g/Km). Nel caso specifico di automobili acquistati in leasing, tali veicoli dovranno essere intestati ai beneficiari dei contributi e la proprietà conservata in capo a loro per almeno un anno.

In situazioni particolari e con regole specifiche rientrano determinati soggetti che vogliono usufruire di tali benefici economici, come ad esempio società di car sharing oppure coloro che siano interessati all’acquisto di veicoli commerciali. Comunque sia, questa nuova opportunità, fornita da tali incentivi statali, rappresenta un’occasione unica per poter cambiare veicolo e approdare ad un genere di motorizzazione (in particolare quella ibrida o elettrica) che ormai rappresenta il futuro dell’automobile.

Contributi per le colonnine di ricarica

Il 4 ottobre 2022 è stata pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale, un nuovo decreto del governo riguardante nuovi incentivi per l’acquisto di auto ibride ed elettriche oltre che per l’installazione di wallbox per la ricarica delle ultime validi per l’anno ancora in corso.
Il provvedimento in questione contiene nuovi incentivi: per le famiglie in possesso di un Reddito ISEE fino ad un massimo di 30.000 euro c’è un innalzamento del 50% dei contributi

Adesso, con il contributo aumentato del 50% per chi rientra nella fascia di reddito sopra indicata, lo sconto sale da un minimo di 4.500 euro ad un massimo di 7.500 euro, a patto che l’auto elettrica che si intende acquistare rientri nella fascia di emissioni 0-20 grammi di CO2 per Km ed il prezzo della stessa sia inferiore a 35.000 euro (IVA esclusa).

Per quanto riguarda le auto ibride plug-in, prima del 4 ottobre 2022, l’incentivo era di 2.000 euro senza rottamazione e di 4.000 euro con rottamazione, con il nuovo incentivo il contributo sale rispettivamente a 3.000 euro e a 6.000 euro, a patto che la vettura rientri in emissioni di CO2 comprese tra 21-60 grammi per Km e che il prezzo della stessa non superi i 45.000 euro (IVA esclusa).
Lo stesso decreto, oltre a questi incentivi, contiene un ulteriore bonus per le società che si occupano di noleggio auto

Ma, soprattutto, il provvedimento consiste in un’ulteriore misura: un contributo pari all’80% del prezzo di acquisto ed installazione dei punti di ricarica per auto elettriche sia nelle strutture che negli spazi privati.
L’incentivo è fino ad un massimo di 1.500 euro a persona o di 8.000 euro se si tratta di un intervento condominiale e quindi in uno spazio comune.

I pneumatici sulle auto elettriche e ibride: come saranno?

Gli stessi produttori hanno dichiarato che le gomme per le auto elettriche e ibride sono frutto di un lavoro di progettazione totalmente diverso rispetto a quanto è accaduto fino ad oggi. Il primo aspetto da considerare è il peso delle vetture elettriche, che risulta superiore in confronto alle macchine attuali fino al 20-30%, in quanto devono alloggiare batterie di dimensioni notevoli indispensabili a garantire un’autonomia adeguata al mezzo. Questo significa una distribuzione dei pesi differente e la necessità per i pneumatici di sostenere un peso maggiore. A ciò si aggiunge un altro elemento essenziale: la resistenza al rotolamento, parametro su cui i produttori sono da sempre focalizzati ma che acquisirà ancor più importanza con le vetture elettriche, al fine di incrementare l’autonomia delle ricariche. Una resistenza al rotolamento inferiore, infatti, consentirà al mezzo di percorrere un numero più elevato di chilometri.

Un altro aspetto importante riguarda il fatto che questi pneumatici, sebbene risulteranno al tatto più duri, in realtà garantiranno un trasporto privo di un effettivo inquinamento acustico: le vetture a zero emissioni sono già per di più molto silenziose rispetto a quelle il cui la benzina “scoppia”, a causa del fatto che nessun genere di suono proveniente da motore, quindi pneumatici che agevolano questo “silenzio” non possono far altro che soddisfare le esigenze di riposo del vicinato cittadino. Pneumatici silenziosi e leggiadri risultano addirittura più silenziosi in relazione a tutte quelle auto i cui propulsori sono classici. Il motivo che sta alla base del fatto per cui, per le auto elettriche, si prediligano pneumatici generalmente più rigidi, di conseguenza non deformabili, sta da rintracciare nella resistenza di rotolamento.

Le gomme robuste però servono anche a supportare il peso che un’automobile con una batteria impegnativa richiede e anche perché con una ruota più solida si ottiene un attrito più efficiente e un conseguente risparmio di carburante. Da tenere in considerazione è però anche la tenuta che una gomma ha, sia per motivi legati alla sicurezza stradale e personale, sia perché la forza motrice, le cui prestazioni sono alte, necessita di punti saldi. Il motore elettrico, alla luce di ciò, è stato pensato con una coppia in relazione alla potenza sprigionata, che viene tutta quanta rilasciata per terra fin da subito. Laddove la gomma non garantisse la tenuta che ci si aspetta da qualsiasi veicolo, il mezzo tenderebbe ad un pattinaggio sull’asfalto ogni qualvolta si accelera. Una struttura rigida e robusta associata ad un battistrada capace di deformarsi limitatamente, è un buon connubio per per garantire un buon grip, ovvero una buona aderenza ma, non si deve non tener conto che questo concetto  deve poi essere adattato anche alle coperture per l’inverno e a quelle destinate ai modelli più all’avanguardia. Negli ultimi tempi, le aziende di pneumatici, stanno sempre più sperimentando tecnologie capaci di sfruttare il calore creato dal rotolamento per creare energia e contribuire al caricamento delle batterie, altri invece hanno optato per strutture interne che possono anche fare a meno dell’unico sostegno dato dalla pressione dell’aria. E voi? Da che parte state? Scegliete la parte dell’innovazione ed otterrete numerosi guadagni in termini energetici ed economici, potreste essere i protagonisti di pneumatici   costruiti in modo da modificare la loro struttura in base alle forze a cui sono sottoposte per offrire parallelamente ottime capacità di rotolamento nella marcia rettilinea. Scegliere una macchina elettrica significa cambiare la propria esperienza di vita, ma soprattutto la propria vita alla guida.

Maggior peso e maggior potenza

Oltre al peso superiore, le vetture elettriche sono dotate di maggior potenza, in particolare coppia e accelerazione saranno ben più “energiche” in confronto alle auto attuali e dunque serviranno pneumatici in grado di reggere a sollecitazioni superiori, soprattutto in fase di accelerazione, in particolare in termini di resistenza. Non ci sono limiti agli sviluppi tecnologici sia nell’ambito delle vetture che in quello delle gomme: basti pensare infatti che già dal 2015 esistono prototipi di pneumatici capaci di generare energia - che può alimentare il motore elettrico dell’auto - non solo in movimento ma anche da fermi, sfruttando un particolare materiale termoelettrico che grazie all’energia solare può offrire appunto un surplus di energia per il veicolo, abbattendo ulteriormente i costi. Questo è senz’altro il futuro dei pneumatici per vetture elettriche e ibride, accompagnato da un costante e sofisticato lavoro di ottimizzazione sulla resistenza al rotolamento, un parametro che non sarà più considerato un “optional” come sulle attuali gomme ma diverrà essenziale.

Autore: Enrico Mainero LinkedIn
Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).