Probabilmente questo è uno di quei pezzi che ti conviene salvare tra i preferiti e/o condividere con qualche tuo amico. Perché? Il motivo è semplice. Si tratta di un articolo costruito attorno ad un concetto molto importante (soprattutto con i tempi che stiamo vivendo): la possibilità di risparmiare.

I possessori di auto d'epoca, oltre al fascino di possedere un veicolo che ha fatto la storia e che sicuramente può garantire una migliore efficienza a livello di meccanica e motore, hanno anche la possibilità di pagare meno tasse legate al veicolo: infatti è prevista in determinati casi l'esenzione del bollo per questo tipo di vetture. Passiamo in rassegna quelle che sono le informazioni più recenti in materia.

Novita 2017 sull'esenzione bollo auto storiche (valide dalla Lombardia alla Campania)

All'inizio del 2012 sono state introdotte diverse novità relativamente alle tasse automobilistiche, in particolare per quanto riguarda il bollo delle auto d'epoca. Infatti, oltre alla normale esenzione prevista fino al gennaio 2012, è stata introdotta una novità molto interessante per i possessori delle vetture in questione.

Secondo quanto stabilito dall'Agenzia delle Entrate, è possibile beneficiare dell'esenzione del bollo per le auto d'epoca senza doversi necessariamente iscrivere all'Automobilclub Storico Italiano, l'ASI. Stesso discorso vale per le moto d'epoca, che per fruire dell'esenzione avrebbero dovuto iscriversi al FMI, la Federazione Motociclistica Italiana.

Naturalmente, per non pagare questa tassa, bisogna comunque segnalare il veicolo ai club di auto storiche e all'ASI, ma non sarà necessario effettuare il pagamento della quota di iscrizione. È importante dunque, al momento dell'acquisto di una vettura d'epoca, far risultare il mezzo nelle liste redatte dall'ASI, così da poter fare richiesta di esenzione del pagamento della tassaautomobilistica.

Chi ha diritto all'esenzione: anche i commercianti sono avvantaggiati

Ricordiamo quali sono le caratteristiche che un veicolo deve possedere per rientrare nella categoria auto d'epoca:

  • veicolo costruito da minimo 20 anni; (dal 2014 il termine è stato innalzato di dieci anni, quindi trenta anni dall’immatricolazione);
  • interni in stato decoroso;
  • carrozzeria e telaio conformi al modello originale, o, se modificati, registrati a norma di legge;
  • motore annotato sui documenti dell'autoveicolo, quindi a livello tecnico equivalente a quello montato dalla casa costruttrice.

Naturalmente il veicolo non deve essere utilizzato a scopi lavorativi o commerciali; le agevolazioni legate allo status di auto d'epoca, si applicano esclusivamente al bollo: non sono previste esenzioni relativamente al pagamento dell'assicurazione.

Cambiano il termine per definire l’auto storica: hai già sentito l'agenzia delle entrate?

La Legge di Stabilitàdel 2015 ha introdotto una nuova norma che cambierà lo scenario delle auto storiche: il termine fissato dalla legge non è più di venti anni bensì di trenta anni. A causa di questa modifica, chi non si trova più dentro al nuovo limite fissato dall’esecutivo, dovrà non solo pagare il bollo ma anche una normale assicurazione visto che si perderanno i benefici per le auto definite storiche.

La stretta è stata necessaria perchè con le vecchie regole si è rovinata la categoria delle auto storiche, arrivata a contare addirittura quattro milioni di esemplari, quando invece dovrebbe essere un pubblico di nicchia. Gli stessi addetti ai lavori hanno protestato contro tutti quei veicoli che di storico hanno solo i documenti ma che non rispettano per nulla i dettami di questa categoria di automobili. Purtroppo in Italia vige la regola del più furbo per cui è anche successo che un’unica persona si intestava tre auto storiche ma a suo nome, ricevendo in cambio la parcella per sbrigare la pratica presso gli uffici competenti ma arrecando un grosso danno all’ambiente. Infatti chi è proprietario di più mezzi è obbligato a farli circolare una alla volta invece in questo modo tutte e tre le macchine potevano circolare liberamente senza restrizioni o controlli.

Aste delle macchina storiche, un affare? Si se almeno euro 4 o km 0

Chi si ritrova in eredità un’automobile storica spesso ricorre alla via di metterle all’asta, anzichè tenerle in cura. Uno dei motivi è fiscale, quindi non si vogliono pagare tasse aggiuntive mentre dall’altra parte c’è la non cura che un veicolo del genere impone. Capita così che si assiste a un’asta delle macchine di super cilindrata ma che appartengono a decenni fa, dalle Ferrari alle Porsche fino ad arrivare alle Maserati. Macchine battute a suon di centinaia di migliaia di euro ma non tutte le vetture vengono vendute visto che i compratori sono di misura molto inferiore rispetto alla platea dei venditori. La conseguenza di tutto ciò è che alcune auto storiche possano finire dimenticate, con una fine già scritta della distruzione.

Riconoscimenti e ruolo del RIVS: riconoscono anche l'invalidità

Il RIVS è il registro italiano veicoli storici, e nasce nel 1999 per compiere in pochi anni un balzo in testa agli Enti Nazionali del settore auto storiche. Uno dei suoi punti di forza è quello di offrire agevolazioni nel campo delle assicurazioni per le auto d'epoca, in tutte le regioni italiane.

Il RIVS, fa parte della Associazione Europea Sport e Cultura, aderisce anche alla CAPIT e alla ACSI, associazione nazionale che si offre come promotrice sociale e sportiva nell'ambito delle auto d'epoca. Il suo ruolo è quello di fornire una attestazione di storicità valida per quanto riguarda le auto d'epoca: infatti gli uffici ACI accettano tali attestati riconoscendo il veicolo registrato in qualsiasi regione italiana.

In questo modo, il registro ha la possibilità di contribuire a conservare il patrimonio motoristico italiano, dandone un valore dal punto di vista della cultura e della storia delle auto d'epoca; ha dunque anche la funzione di promuovere e tutelare tutti gli interessi legati al motociclismo e all'automobilismo storico, creando anche club di appassionati nell'ambito dell'auto d'epoca.

Altre attività del Registro per veicoli storici: si occupano anche di persone con legge 104

Il RIVS fa in modo anche che venga rappresentato il motorismo storico, al fine di ricevere presso gli organismi nazionali e internazionali tutte le agevolazioni fiscali del caso, quali appunto quelle sulle assicurazioni della auto d'epoca: risulta essere infatti il primo ente Italiano come numero di convenzioni assicurative in quanto ha il merito di curare l'iscrizione del socio e dunque del veicolo da assicurare, al proprio registro storico, rendendo assai semplice tutto l'iter burocratico del caso.

Vengono organizzate numerose attività ricreative grazie al supporto dei soci e dei club affiliati. Durante l’anno infatti si può partecipare a raduni, gite, esposizioni ma anche concorsi ed altri eventi sportivi. Nel contempo, partecipa agli eventi organizzati da altre associazioni. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito ufficiale del RIVS
Sempre online è disponibile un motore di ricerca per l’acquisto di auto d’epoca ed anche un elenco completo delle quotazioni di tutte le auto e le moto storiche.

Iscrizione e convenzioni (valide anche per chi ha 20 o 30 anni)

Gli interessati possono iscriversi per sostenere le iniziative organizzate dal RIVS e per accedere agli sconti, ai vantaggi e alle convenzioni ma anche per rimanere sempre aggiornati.
Per far parte dell’associazione è necessario richiedere la tessera e il Certificato di Storicità inviando tutta la documentazione necessaria via mail, fax o posta indicati sul sito internet. I documenti richiesti sono: domanda di ammissione a socio secondo il modello disponibile, copia del libretto di circolazione del veicolo, le foto del veicolo, copia del documento di identità e del codice fiscale, copia del versamento di 65 euro per il primo mezzo, 30 euro per i successivi. Tutte le informazioni dettagliate sono reperibili sul sito web alla voce Soci - Iscrizioni.
Con la tessera di iscrizione è possibile usufruire di varie facilitazioni presso strutture ricettive, eventi culturali, musei e librerie, ma anche sportive e di divertimento in tutta Italia.

Condizioni Aci: influisce avere un auto a metano o a gpl

L’Automobile Club d’Italia ha stabilito delle agevolazioni per coloro che possiedono un veicolo storico ultratrentennali o un veicolo di particolare interesse storico e collezionistico ultraventennale. Inoltre, fornisce delle indicazioni che definiscono l’appartenenza all’una o all’altra categoria del proprio veicolo.
Per quanto riguarda la prima categoria, l’auto o la moto deve essere stata costruita da più di trent’anni ed essere stata utilizzata solo per uso privato.
Nella seconda tipologia rientrano quei veicoli costruiti da più di vent’anni ma meno di trenta e non utilizzati per uso professionale.
In tutti e due i casi, l’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) è pari a 51,65 euro per le auto e 25,82 euro per le moto.
Per ottenere la riduzione, il proprietario del mezzo deve fare richiesta al PRA (Pubblico Registro Automobilistico). Una sentenza della Corte di Cassazione del 15/2/2013 ha stabilito che per avere questa agevolazione non è necessaria la presentazione dell’ASI, l’attestato di datazione e storicità.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito ufficiale del RIVS


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