Come si può minimizzare il rischio di furto della moto e di essere lasciati a piedi per non rivedere più l’amata due ruote? La motocicletta sta vivendo un ritorno di interesse dettato da molteplici fattori, su tutti quelli economici e il rinnovato bisogno di libertà indotto dai mesi di lockdown.

Ora, sebbene i furti delle due ruote, leggendo i dati della Polstrada, sembrino in continuo declino da almeno dieci anni, sono sempre numerosi e la percentuale dei ritrovamenti è davvero molto bassa.

Oggi vi sono numerose contromisure da adottare per una strategia articolata da opporre all’astuzia del ladro.

L’antifurto meccanico

Perfezionato nel corso del tempo per complicare la vita ai ladri, il più rappresentativo di questa categoria resta la classica catena con lucchetto, uno strumento che, se ben scelto e utilizzato, rappresenta un dissuasore tra i più efficaci.

Per la massima protezione è necessario badare a tutti i dettagli riguardo lucchetti e catene moto: la lega deve essere di acciaio speciale, con anelli di almeno 12 mm a sezione poligonale inguainati con un materiale che renda meno efficaci le tronchesi.

Inoltre, va utilizzata in modo da lasciarla sospesa, per evitare che i ladri possano colpirla efficacemente. Analoghe considerazioni per il lucchetto, che deve avere il perno rotante: più difficile da segare.

Dopo la catena l’antifurto meccanico più richiesto è certamente il bloccadisco: scegliendo un esemplare tra i top di gamma di ottima marca si ottiene il meglio. Tuttavia, è bene considerare che in alcune regioni i furti di moto sono effettuati da bande organizzate con i furgoni; in tal caso il bloccadisco risulta meno efficace della catena, così come tutti gli altri sistemi che non prevedono l’effettivo vincolo della moto a un supporto fisso.

L’antifurto elettronico

Questa categoria di antifurti non ha riscosso grande successo tra i motociclisti, almeno fin quando non sono comparsi i modelli elettromeccanici. Il più diffuso è il bloccadisco con detector: consiste in un bloccadisco e un sensore di movimento che lo collega tramite cavo al manubrio; qualunque movimento della ruota anteriore comporta l’attivazione di un allarme. 

È più efficace solo se quando scatta il segnale qualcuno prende provvedimenti. Inoltre, non fissa la moto.

Un’ulteriore evoluzione è arrivata dall’impiego dei localizzatori GPS, che opportunamente occultati nella moto possono consentirne il ritrovamento. Bisogna però considerare che i ladri si evolvono con la tecnologia e spesso sono preparati a renderla inoffensiva. Per altro con tutta calma, giacché dentro ai furgoni il GPS non prende.

Tuttavia, esistono altre soluzioni. Oggi, alcuni dei più evoluti sistemi permettono la localizzazione anche tramite reti telefoniche e Wi-Fi. Questi dispositivi sono più difficili da schermare e c’è qualche chance di beccare i ladri prima che li disattivino.

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Una categoria in continua evoluzione, l’antifurto elettronico dovrebbe essere considerato un ausilio complementare a un buon antifurto meccanico. Uno su tutti, la catena.

Le strategie più efficaci

Oltre all’antifurto vi sono altre contromisure

La prima e più importante è la scelta del punto in cui lasciare la moto. Alcuni credono che la massima visibilità sia la migliore garanzia. Tuttavia, la visibilità compromette anche la sicurezza, giacché i ladri organizzati in bande girano per le strade guardandosi attorno per individuare la potenziale refurtiva. Se non vedono la moto, naturalmente, non possono rubarla. Meglio lasciarla in luoghi meno esposti, ma comunque visibili da finestre, balconi, esercizi commerciali e telecamere di sorveglianza.

Un’altra precauzione è la scelta del veicolo. Ove possibile è meglio evitare di acquistare esemplari di grande successo, richiestissimi anche dai ladri. Tipo l’Honda SH, lo scooter più rubato degli ultimi anni.

Conclusioni

È evidente che un’unica soluzione alla piaga dei furti di moto non esiste ancora e nessuna contromisura è assolutamente infallibile. Quella con il ladro è una partita da giocare sul terreno dell’astuzia, con il supporto della tecnologia e di un atteggiamento vigile.