Bluediesel: il nuovo diesel della ENI “Bluediesel+”, o semplicemente bluediesel, è il nuovo prodotto Eni: un gasolio che, a sentire i produttori, garantisce alte prestazioni assicurando, al contempo, consumi ridotti con un kilometraggio maggiore da poter percorrere (800 km circa in più ogni 20.000 km). L’innovazione che consentirebbe al bluediesel di raggiungere tali prestazioni è la cosiddetta molecola “bluclean” che sembra garantire la massima pulizia del sistema di iniezione e il mantenimento nel tempo della massima potenza erogabile dal motore.
Avere degli iniettori puliti e, dunque, privi dei “depositi” che a lungo andare vi si accumulano a causa degli “scarti” dei gasoli commerciali, permette di recuperare l’iniziale efficienza del motore.
Prestazioni Eni Bluediesel
In effetti i motori, a sentire i risultati dei test effettuati nei laboratori Eni, registrano un apprezzabile, nonché considerevole, recupero di potenza. Usare il bluediesel in maniera continuativa, inoltre, sembra consentire una sempre più elevata pulizia all’interno del sistema di alimentazione: l’uso del bluediesel, quindi, assicurerebbe benefici sempre crescenti nel tempo sia in termini di risparmio per quanto riguarda il carburante, sia in termini di frequenza e costi di manutenzione complessivi. Inoltre, come se tutto ciò non bastasse, il bluediesel ha tra le sue caratteristiche un numero di cetano elevato: il numero di cetano indica la rapidità di un gasolio ad accendersi quando viene iniettato in camera di combustione.
Quindi risulta chiaro che questa particolarità consente ai motori bluediesel partenze a freddo facilitate. Inoltre, la rumorosità del motore si riduce sensibilmente.
Bluediesel: una fregatura?
Alcuni meccanici, tuttavia, sconsigliano l’uso del bluediesel. Emblematica, a tale proposito, una puntata di “Striscia la notizia” durante la quale diversi esperti del settore si sono scagliati contro i gasoli privi di zolfo in quanto, a loro modo di vedere, si rivelano pericolosi per l’impianto di iniezione dei moderni motori turbodiesel, a lungo andare. Al contrario, però (e sempre nel corso della puntata di Striscia), i benzinai sono favorevoli al bluediesel e, anzi, lo hanno consigliato ai clienti. La confusione è abbastanza evidente.
Confusione
Secondo l’opinione di certi meccanici, dunque, il bluediesel rovina gli iniettori: Agip, dunque, pubblicizzerebbe il prodotto (insieme al gruppo Volkswagen) per poi guadagnare sui cambi di iniettori. Secondo altri, invece, i diesel speciali (e perciò anche il bluediesel) sono additi vati in modo da sopperire alla mancanza di zolfo e, quindi, anche come usura vanno ugualmente bene.
di Michele G. Picozzi
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